Feb
08
2010
“La distruzione del manicomio non significa abbandono del malato a se stesso, ma significa creare le premesse perché egli possa essere seguito in modo migliore e aiutato in quelle che sono le sue reali difficoltà. Il cammino di questa legge sarà indicativo del destino stesso della riforma sanitaria nel nostro paese…”, così scriveva Franco Basaglia nelle sue Conversazioni sulla legge 180 con la quale 31 anni fa vennero chiusi i manicomi.
La fiction è stata diretta da Marco Turco. Fanno parte del cast Vittoria Puccini e Fabrizio Gifuni che interpreterà Basaglia.
Il film ripercorrerà le vicende di Basaglia, le esperienze a Gorizia e poi a Trieste, le prime uscite degli internati, la scelta rivoluzionaria medica e culturale di considerare la follia come una condizione umana, non come una forma di diversità da recludere, ma anche le luci e le ombre della riforma. Continue Reading »
Feb
04
2010
«Perché non siete arrivati prima? L’uomo cattivo si è concesso così tanto tempo per uccidermi, eppure non mi avete trovato.»
Vedrete con i suoi occhi
Capirete con il suo cuore
Lo odierete con tutte le vostre forze
Ma non potrete fare a meno di provare compassione
Non sarete mai stati tanto vicini a un assassino
Si può arrivare a capire e, persino, a provare compassione per un serial killer che colpisce dei bambini innocenti? Continue Reading »
Feb
04
2010
Vita da capitano
Paolo Cecinelli accompagna il lettore nel mondo di Marco Bortolami, seconda linea della Nazionale Italiana e del Gloucester, squadra inglese che milita nella Premiership.
Quello raccontato nel libro è un cammino quasi spirituale tra aneddoti, partite e rapporti umani con i compagni di squadra e gli allenatori. Rapporti a volte anche conflittuali, ma sempre improntati a schiettezza e correttezza, descritti senza false ipocrisie. Bortolami tocca in maniera diretta i momenti importanti della sua vita sportiva e personale, dai primi passi su di un campo da rugby alla decisione di diventare un rugbista professionista, dal 6 Nazioni alla Coppa del Mondo 2007, dal forte legame con la famiglia fino ai momenti indimenticabili della sua carriera. Il racconto appassionante di un ragazzo che ha imparato a guardare negli occhi la vita, diventato uomo indossando una maglia da rugby.
PRENOTA LA TUA COPIA AUTOGRAFATA (L’evasione delle copie acquistate avverrà a partire dal 16 febbraio 2010)
Feb
02
2010
Queste pagine di diario sono la testimonianza di una vita incredibile: quella di una donna eccezionale, sposata a uno degli uomini più straordinari della sua epoca, di fronte alle proprie passioni e difficoltà. Questo libro è interessante per come descrive la situazione gravosa della donna nel passato, e per il paragone con l’attuale condizione femminile. entre lo leggevo mi sentivo così coinvolta che mi sono ritrovata a sognare Sof’ja, a parlarle in prima persona, nel disperato tentativo di raggiungerla per offrire parole di conforto al suo dolore. Spero che questo memoriale delle sue battaglie sia di aiuto e ispirazione alle generazioni presenti e future.
Leggi l’articolo sul Corriere della sera
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Feb
01
2010
Esce in libreria “I preti e i mafiosi” di Isaia Sales, un viaggio sorprendente nei rapporti non sempre limpidi tra mafia e clero lungo due secoli di storia.
Don Agostino Coppola è il prete che il 16 aprile 1947 nei giardini di Cinisi sposa Totò Tiina (allora latitante) con Ninetta Bagarella. Insieme con lui altri due preti, don Mario e don Rosario. E’ parroco di Carini e viene ammesso nelle fila (combinato) di Cosa Nostra a Remacca nel 1969. Ne parla il collaboratore di giustizia Antonino Calderone: “Mentre eravamo a cena arrivò un prete. Ci fu presentato come un uomo d’onore della famiglia di Partinico. Agostino Coppola si chiamava. Quello che riscosse i soldi del sequestro Cassina. Con mio fratello abbiamo scherzato durante il viaggio di ritorno su questo prete che faceva parte della mafia. ‘Gesù Gesù, anche un parrino in Cosa Nostra’”…
Continua a leggere l’articolo su Il Fatto Quotidiano
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Feb
01
2010
Forse nel cuore di ogni donna che sorride perché le donne devono farlo, che è gentile e soccorrevole e affidabile e affettuosa e persino sottomessa, perché ancora così le donne devono apparire, c’è una lunga ombra, un angolo oscuro, un pietroso, gelido pozzo.
Qu ha liberato il suo buio, ne ha fatto la sua arma; è un pietroso gelido pozzo dove il dolore, e l’infelicità, e la solitudine che hanno annerito la sua infanzia e prima giovinezza si sono raggrumati in una forza che la rende insensibile e quindi invincibile. Qu è il nome della protagonista, l’ultima, nuova, donna funesta e fatale della letteratura italiana, e a immaginare una così affascinante perversità femminile non poteva essere che una donna; una scrittrice sapiente e delicata come Maria Stella Conte, al suo terzo romanzo con Il cuore in ombra.
Maria Stella Conte crea con i suoi personaggi e i loro ricordi e incubi, un intreccio di vite, un arazzo di emozioni, che si compongono e scompongono in modo sempre più assillante e inaspettato, tanto da trasformare il romanzo in un noir che mantiene sino all’ultimo i suoi segreti e le sue voragini, un noir gotico di anime nere destinate all’autodistruzione.
Leggi l’articolo di Natalia Aspesi su Repubblica
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Jan
25
2010
Il 27 gennaio 1945 le truppe dell’Armata Rossa, marciando alla volta di Berlino, si imbatterono nel lager di Auschwitz, luogo di atroce sterminio destinato ad assurgere a simbolo della Shoah. In questo 2010 in cui si registra il sessantacinquesimo anniversario di quell’evento, ricorre per l’Italia anche il decimo anniversario dall’approvazione della legge 221/2000, che istituisce anche nel nostro Paese la Giornata della Memoria.
L’impegno che l’Italia ha assunto di fronte ai suoi cittadini e alla comunità internazionale è quello di impedire che i tempi veloci in cui viviamo raschino via, poco a poco, dalle coscienze – soprattutto dei giovani – il ricordo delle pene sofferte dal popolo ebraico e anche da tanti nostri concittadini che hanno pagato con la deportazione, la prigionia e la morte il loro credo religioso o politico, patendo persecuzioni, leggi razziali e la sistematica negazione delle libertà civili e politiche imposte in Germania dal regime nazista e in Italia da quello fascista.
Quello che segue è dunque un percorso che noi consigliamo ai nostri lettori, proponendo alcuni titoli del nostro catalogo al 30% di sconto per nutrire il ricordo con il pane della conoscenza, nello spirito di questo Giorno così importante per i giorni che verranno.
Raccontami un altro mattino di Zdena Berger
I cinque libri di Isacco Blumenfeld di Angel Wagenstein
Shanghai addio di Angel Wagenstein
Auschwitz. Storia del lager di Otto Friedrich
Il pianista di Wladislaw Szpilman
Jan
25
2010
Il cuore in ombra
di Maria Stella Conte
Qu è disincantata, spesso cinica, determinata a difendere la propria autonomia. Brina è insicura, sempre alla morbosa ricerca di affetto e conferme; ha un fratello, Sebastian.
Qu e Brina sono amanti. Qu e Sebastian sono amanti.
Un uomo venuto da lontano, e dal passato, spia Qu e le scrive lettere d’amore senza mai spedirle.
In uno scenario immateriale e silenzioso, fra tradimenti, erotismo, menzogne e confessioni, i personaggi della Conte danno vita a una vicenda al tempo stesso metafisica e carnale.
Qu ne è il centro, il fuoco. Qu che è l’oggetto del desiderio di tutti e che per tutti è una maledizione.
«A me succede spesso di chiedermelo; di chiedermi come sarebbe andata se solo fossi stata migliore, più buona, più generosa: perfetta… Ma non credo, non credo che alla fine sarebbe servito a molto: l’unica cosa che potevo fare era cercare di salvarmi, di fuggire comunque e da chiunque. Ed è esattamente questo che ho fatto, e questo sono diventata, una persona cattiva: cattiva, pericolosa e sola, come ogni sopravvissuta…»
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Jan
25
2010
Mhudi
di Solomon Tshekisho Plaatje
Ultimato tra il 1917 e il 1920, ma uscito per una piccola stamperia solo nel 1930, a causa dei pregiudizi e degli ostacoli che colpivano gli autori neri, Mhudi è il primo romanzo in lingua inglese – e in qualsiasi lingua europea – scritto da un sudafricano di colore.
Un libro dal valore inestimabile in cui gli eventi storici non divengono solo un pretesto per narrare il presente ma anche un avvertimento per il futuro, perché i rapporti tra Barolong e boeri riflettono allo stesso tempo l’utopia e la delusione di Plaatje rispetto a ciò che il Sudafrica sarebbe potuto essere.
«Questo libro avrebbe dovuto essere pubblicato con dieci anni di anticipo, ma circostanze non imputabili all’autore hanno ritardato la sua comparsa. Se, tuttavia, avrà raggiunto il suo scopo, non sarà mai troppo tardi.»
Solomon Tshekisho Plaatje, 1930
«Non esiste un altro libro al mondo come questo. Tutta la levatura e la grandezza dello scrittore sono racchiuse tra queste pagine.»
Bessie Head, 1975
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Jan
22
2010
Da quell’articolo della Costituzione alla cronaca quotidiana corrono una pratica e una condizione, politica la prima, economica e politica e morale la seconda, che mettono in discussione la libertà di stampa e quindi la democrazia. L’articolo è il numero 21: “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure…”.
A questo articolo si richiama costantemente Oreste Flamminii Minuto, avvocato di grande fama, che nel corso di una lunga professione s’è trovato molto spesso dalla parte dei giornalisti e dei giornali…Come difensore dei loro diritti, ma non solo: anche come originale protagonista del dibattito proprio sulla libertà di informare. All’articolo 21 Oreste Flamminii Minuto si richiama in un bel saggio, appena pubblicato da Baldini Castoldi Dalai, bello per la ricchezza degli argomenti ma anche per la scrittura e il tono, tutt’altro che accademici.
Leggi l’articolo di Oreste Pivetta su l’Unità
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