Hunter S. Thompson – Screwjack

Nel 1991 Hunter S. Thompson pubblicò in un’edizione a tiratura limitata tre racconti: Mescalito, Morte di un poeta e Screwjack. Le 326 copie di questa raccolta divennero in pochissimo tempo un oggetto di culto per i collezionisti, conquistati dalla genialità del suo stralunato autore.
Mescalito è l’allucinata cronaca del suo primo «viaggio» con la mescalina in un hotel di Los Angeles nel 1969. Un flusso di coscienza in cui le visionarie immagini frutto di una distorta percezione della realtà si fondono con uno sguardo ironico sull’America degli anni Sessanta. Morte di un poeta, racconto della visita alla casa-roulotte di un amico dalle strane abitudini, rappresenta la spietata metafora dell’assurdità e della violenza della società contemporanea. E infine Screwjack, descrizione del rapporto di amore-odio tra lo scrittore e il suo gatto, diviene l’occasione per un ritratto inedito di Thompson.
Questi tre brevi capolavori, tradotti per la prima volta in italiano, ci restituiscono un Dr. Gonzo nel pieno della sua follia creativa, ma sono soprattutto la conferma del talento di una delle più originali penne americane degli ultimi decenni.

Raoul Duke o Dr. Gonzo, così amava essere chiamato Hunter S. Thompson (morto nel 2005 in circostanze misteriose), è stato giornalista sportivo per diverse riviste. Ha lavorato per «Rolling Stone» dalla fine degli anni Sessanta e per tutti i Settanta. Creatore del gonzo journalism, uno stile di scrittura che combina il giornalismo tradizionale, le impressioni personali e gli artifici narrativi del racconto, è stato un protagonista della vita culturale e politica del suo Paese, anche grazie a libri come Cronache del rum (BCDe, 2007), Hell’s Angels, Paura e disgusto a Las Vegas e Meglio del sesso. A lui è ispirato il personaggio di Zio Duke della striscia Doonesbury di Gary Trudeau.

«Stanco e sballato per aver dormito niente o almeno non abbastanza. Aggrappato alle pasticche, alle telefonate che non ho fatto, alle persone che non ho incontrato, alle pagine che non ho scritto, ai soldi che non ho raggranellato, e la pressione monta tutto intorno, per arrivare da qualche parte e ripartire. Smettere di tirare di coca, finire qualcosa, chiuderla una buona volta con la cattiva abitudine di non concludere mai niente.»

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<29th, April 2008 - categoria: Novità - commenti: Nessuno

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