Un grande oncologo colpito da un ictus riscrive la medicina dalla parte del paziente e chiede un nuovo esame per i giovani medici: quello di umanità. Premiato in America per le sue ricerche nella cura dei tumori e dimenticato in fretta nell’Italia senza memoria, Gianni Bonadonna denuncia la crisi della classe medica, schiacciata tra burocrazia, lottizzazione, corsa ai facili guadagni, e offre una testimonianza sincera di come si può vivere la malattia con coraggio, cercando di dare un senso a una lunga infermità. Dall’eutanasia al caso Di Bella, dalla terapia del dolore alle cure miracolose, il medico che ha sconfitto il linfoma di Hodgkin e cambiato l’approccio alle cure contro il cancro ci porta a rivedere il concetto di malato e di malattia, sulla base di un’esperienza vissuta da entrambe le parti. La sua testimonianza è l’inizio di una nuova battaglia condotta insieme alla pattuglia dei medici malati riuniti nel gruppo «Dall’altra parte» per riportare l’etica al centro della loro professione.
Medici umani, pazienti guerrieri è lo slogan di una ritrovata alleanza che Bonadonna indica per il futuro, insieme alla riscoperta del medico di famiglia, alla limitazione delle cure inutili, all’invito a investire nel volontariato e a dare più fiducia alle donne medico. Un particolare autobiografico rende ancora più autentico il messaggio del protagonista: la storia di una paziente che, ribaltando i ruoli, decide di aiutare il suo medico malato. Un messaggio di umanità in contrasto con il mercato della salute che privilegia il business a tutti i costi invece dell’onestà e del tempo donato. Con l’aiuto di un giornalista sensibile alle storie umane, Bonadonna ci restituisce l’immagine del medico che rientra a testa alta nel mondo dei pazienti.
Il professor Gianni Bonadonna, settantatré anni, rappresenta una figura storica nell’ambito della terapia medica oncologica a livello internazionale. Da oltre quarant’anni è impegnato presso l’Istituto per lo Studio e la Cura dei Tumori dedicandosi a studi e ricerche che gli sono valsi prestigiosi riconoscimenti, tra cui il David Karnofsky Award Lecture dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) nel 1989 e il Charles F. Kettering Price della General Motors nel 1993. Le sue ricerche di maggior rilievo comprendono le prime valutazioni cliniche sull’efficacia dell’adriamicina, oltre a vari studi sulla chemioterapia adiuvante e primaria nel carcinoma mammario e nel trattamento del linfoma di Hodgkin. Per BCDe ha pubblicato Coraggio, ricominciamo. Tornare alla vita dopo un ictus: un medico racconta, in cui riporta la sua esperienza di medico-paziente.
Giangiacomo Schiavi, giornalista, cura la rubrica Dalla parte del cittadino sul «Corriere della Sera». Ambrogino d’oro del Comune di Milano nel 2007 per i suoi articoli da un camper in viaggio nei quartieri cittadini, ha vinto il premio Buzzati e ha scritto il best seller Controvento, con Ambrogio Fogar.
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