Novità: Emanuela Orlandi la verità di Pino Nicotri

A un quarto di secolo di distanza, il mistero della scomparsa della bella quindicenne Emanuela Orlandi continua a registrare periodiche riesplosioni a base di «rivelazioni», «certezze» e «supertestimoni» che rivelano immancabilmente il loro vero volto: depistaggi, falsi scoop e false speranze. Con tecniche da lancio pubblicitario di un prodotto da vendere, il 22 giugno 2008 – in occasione del 25esimo anniversario della scomparsa – sono dilagati contemporaneamente gli ormai famosi manifesti recanti il volto sorridente di Emanuela e il battage sulle «rivelazioni» dell’ultima «supertestimone» in ordine di tempo. Vale a dire, di quella Sabrina Minardi che essendo stata a suo tempo l’amante di Enrico «Renatino» De Pedis, un boss della famosa banda della Magliana, si presta molto bene a un rilancio ancora più intrigante e denso di «misteri», cioè a un altro «Romanzo criminale» arricchito da una tomba da principe della Chiesa per un principe del crimine. De Pedis dorme infatti il suo sonno eterno in una cripta della basilica romana contigua alla scuola di musica frequentata da Emanuela, dalla quale è stata vista uscire poco prima di sparire per sempre.
I risultati concreti di questo periodico riaccendere le luci della ribalta sono ben diversi dallo sperato. Il primo è un incremento delle vendite dei giornali e dell’audience televisiva. Il secondo è poter continuare a parlare di rapimento, ieri per uno scambio con Alì Agca, l’attentatore alla vita di papa Wojtyla, oggi per conto del cardinale «banchiere di Dio» Paul Marcinkus, all’epoca anche responsabile della sicurezza personale di Wojtyla. Il terzo è continuare a ignorare sistematicamente le conclusioni della magistratura italiana, che di fatto ha escluso la tesi del rapimento e che la vicenda Orlandi abbia qualcosa a che vedere con l’altra scomparsa cui sempre viene affiancata, quella cioè della coetanea Mirella Gregori. Il quarto è rinviare sine die una analisi razionale e spassionata dei fatti, onde scongiurare le inevitabili conclusioni: appare infatti chiaro che il vertice del Vaticano, compreso molto probabilmente Wojtyla, sapeva bene che non di rapimento si trattava, bensì di morte.
In questo libro il giornalista Pino Nicotri ha condotto in modo serrato e implacabile l’analisi non più rinviabile dei fatti, passando al setaccio tutti gli elementi della vicenda e il torbido contesto in cui si è svolta, compresi i giochi condotti dai servizi segreti della Germania comunista. Il vuoto assoluto di verità nel gioco di specchi tra Vaticano e «rapitori» lascia spazio alle messinscene più varie, fino alle frottole e imprecisioni veicolate da trasmissioni televisive e giornali.

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<19th, November 2008 - categoria: Novità - commenti: 2

2 Responses to “Novità: Emanuela Orlandi la verità di Pino Nicotri”

  1. pino nicotri says:

    x Speranza

    Grazie per la segnalazione. Per segnalarmi o dirmi qualcosa basta scriverlo nel forum del mio sito-blog.
    Un saluto.
    pino nicotri

  2. Stefano Speranza says:

    Ho acquistato e letto con grande interesse il secondo libro di Nicotri sulla scomparsa dell’adolescente romana Emanuela Orlandi. Il libro è molto ben documentato e argomenta le proprie tesi con logica stringente. Vorrei segnalare alcune imprecisioni, su aspetti peraltro del tutto secondari. A pag. 129 di “Emanuela Orlandi la verità” si legge che “Chichiarelli e la sua nuova compagna di vita saranno freddati a revolverate da un killer in attesa sotto casa”: mi risulta che il solo ad essere ucciso, il 28 settembre 1984, fu Chichiarelli, e che la “nuova campagna” (il cui nome mi sembra sia Cristina Cirilli) fu sì seriamente ferita, ma sopravvisse, al contrario di quanto scritto dal Nicotri. A pag. 221 si dice che sei Proietti formavano “un clan associato alla banda della Magliana” e in relazione a ciò viene poi spiegato il fatto che Enrico De Pedis avesse un rifugio a Monteverde, dove appunto abitavano i Proietti: mi risulta che il clan dei Proietti non sia mai stato “associato” alla banda della Magliana, con la quale i Proietti furono sempre in contrapposizione (i Proietti erano legati a Franco Nicolini, “Franchino er criminale”, che fu ucciso il 25 luglio 1978 proprio da appartenenti alla banda della Magliana: cfr. Giovanni Bianconi, “Ragazzi di malavita”, Baldini&Castoldi, 1995, pagg. 41-42 e 59).
    A pag. 251, poi, si parla della stazione di San Pietro come capolinea del 64: nel 1983, al tempo della scomparsa della Orlandi, tuttavia, mi risulta che il capolinea del 64 non fosse alla stazione di San Pietro, dove fu spostato in seguito, ma in Piazza della Città Leonina.
    Ho visionato l’interessante sito-blog del Nicotri, ma non vi ho trovato un recapito al quale far pervenire le suesposte osservazioni, che prego girare all’Autore.
    Stefano Speranza

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