Quelli che… hanno bisogno di un duce
<27th, November 2008 - categoria: Rassegna stampa - commenti: 2
2 Responses to “Quelli che… hanno bisogno di un duce”
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La Social Carda mi ricorda tanto la tessera del pane… lo so, è stato già detto e ridetto… però che tristezza!
Lo Statista è un gran libro.
Mi sembra che il parallelo con il “Puzzone” sia essenzialmente pertinente per l’ambiente nel quale i Nostri si trovano ad operare.
Un dopoguerra socialisteggiante, una severa crisi economica con disordini e sfascio generalizzato nel ‘21; un’Italia in moto accelerato su un piano inclinato verso il degrado sociale, morale, finanziario oggi.
Ben cosci che questo degrado non è una peculiarità italiana ma ci accomuna con buona parte dell’Occidente gaudente e crapuone che non si è ancora reso conto che la negazione di tutti i suoi valori storici lascerà il campo ai nuovi barbari, animati da una fede incrollabile (pena lo sgozzamento che compete agli apostati o agli uomini di poca fede).
Il Berlusca, ma come lui chiunque fosse giunto al potere sostenuto dalla crisi di nausea e di rigetto che ha cominciato a pervadere la popolazione dopo i primi timidi sussulti dei 40mila davanti ai cancelli della FIAT, si limita ad areginare il degrado, a frenare la folle corsa verso il nichilismo, verso il relativismo, ma ha un forte limite: lo fa da laico, senza il supporto forte di una fede che sostine più di qualunque oggettiva verità e del semplice buon senso.
E questo, unito al suo passato ed al suo presente ed ad alcune delle sue iniziative più discutibili, sostanzialmente perche proposte da lui, lo rende oggetto delle critiche più fondate da parte di quanti, e sono in molti, cercano pretesti per continuare a rotolarsi nel vuoto e nel degrado che portò i nostri antenati alla ingloriosa fine dell’Impero ed ai secoli bui.
A tanti anni da piazzale Loreto e dai fasti della Resistenza, “fascista” è ancora un insulto, una accusa grave con cui si può marchiare a fuoco l’avversario, colui che ostacola e si oppone ad una certa visione del mondo e della società che stiamo intravvedendo dove potrebbe portarci. Ed allora tutti gli oppositori, invece che nuove idee e nuove proposte, ripropongono l’accusa di fascismo che, seppure stantia, ancora attira i naviganti distratti o incoscienti a naufragare sugli scogli di un progressismo senza riferimenti, senza valori che non siano quelli del culto dei diritti non temperato da alcun dovere. Senza parlare di senso dello Stato!
In questo scenario, spero che gli Italiani, ma con loro anche tutto l’Occidente, proseguano nella riscoperta delle loro radici più profonde, ripudino i nuovi falsi valori, e siano pronto a confrontarsi col nichilismo o con chi di valori, sia pure aberranti e tragici, ha dimostrato di averne e di tenerli in grande considerazione.