Martinello alla riunione di Faissola. E i licenziamenti a «La7» finiscono in Parlamento, tra l’ imbarazzo del Pd
Consumatori allo stesso tavolo dei banchieri. E per una volta non come controparte. Nel consueto ritiro eugubino dell’ Abi di Corrado Faissola, la due giorni di approfondimento sulle più importanti questioni dell’ attualità economico-finanziaria con la prima linea degli esperti dell’ associazione, sono comparsi quest’ anno, per la prima volta, gli «esterni». E a sorpresa, tra il padron di casa, Giuseppe Zadra e Donato Masciandaro, è arrivato Paolo Martinello di Altroconsumo. Ci voleva la crisi per avviare il dialogo.
Il Pd solleva il caso dei licenziamenti a «La7» in Parlamento, ma scivola creando un doppio imbarazzo. Giovedì Enrico Letta e Pierluigi Bersani erano al dibattito alla Camera su lavoro e welfare: moderatore il direttore del Tg della tv di Telecom Italia, Antonello Piroso. De «La7» si parlava, in contemporanea, anche nell’ aula di Montecitorio, per l’ interpellanza sul piano di licenziamenti dei 25 giornalisti approvato dallo stesso direttore. Coincidenze, si dirà. Se non fosse che sotto l’ interpellanza c’ era anche la firma di Bersani.
Al «ventennio berlusconiano» Massimo Giannini, ha appena dedicato la sua ultima fatica, Lo statista (Baldini Castaldi Dalai). Titolo ironico. Il vicedirettore di Repubblica in realtà non ha cambiato idea sul Cavaliere, tanto che il Riformista lo ha accusato di aver forzato il parallelo storico con il Ventennio per dargli del fascista. «Moderno totalitarismo», ha risposto Giannini, che all’ interno della corazzata di Largo Fochetti non è il solo ad aver dedicato un volume al premier. In contemporanea Sebastiano Messina ha affidato alle stampe Il presidente bonsai (Rizzoli). L’ inviato speciale del quotidiano di Ezio Mauro firma una bonaria antologia dei (suoi) pezzi satirici su quanto avviene nel paese parallelo di Berlusconia. Dove il numero uno somiglia più ai personaggi di Alberto Sordi che a uno statista. Nessuna scissione però a Repubblica. Ma guerra in libreria sì. In attesa di vedere quale dei due sarà il libro più promosso dai media di casa.
È l’ «ufficiale di collegamento» tra la corporate Italia e la stampa della City. Dagli uffici londinesi di Finsbury, Mark Harris, tiene il filo dei rapporti con Wall Street Journal e Financial Times per conto di Eni, Snam, Telecom, Wind, Terna, Enel e molte altre big di Piazza Affari. Che dall’ anno prossimo dovranno farne a meno. Il manager ha annunciato a sorpresa l’ addio alla comunicazione. Ma non c’ entra la crisi finanziaria. E nemmeno prospettive di lavoro più allettanti. Harris, laureato in Teologia ad Oxford, lascia il business per il seminario.
Corriere Economia – Cinelli Carlo, De Rosa Federico



















