L’assedio del male, il prologo

Il 16 giugno 2002 la Città Eterna è invasa.
Duecentocinquantamila devoti che hanno pregato diciannove anni.
La loro fede sta per essere premiata.
Affollano piazza San Pietro e aspettano che il grande Papa Giovanni Paolo II dia l’annuncio. Gremiscono le strade affrontando il caldo soffocante di quelle giornate romane. Il giorno che hanno tanto atteso riserva loro malori. I volontari devono soccorrerli di continuo. Ci sono ambulanze ovunque, a sirena spenta, per non disturbare il momento sacro.

Padre Pio li osserva dall’alto. La sua figura immensa è stampata su un telo che rende minuscolo perfino il colonnato del Bernini.
Lo sguardo del frate di Pietrelcina, così carico di speranza, li abbraccia tutti. Abbraccia le anziane che reggono gli striscioni, venute dalla Spagna, dalla Polonia e dall’Albania. Abbraccia le famiglie romane. I giovani delle congregazioni. I confratelli di San Giovanni Rotondo che custodiscono la memoria del Cappuccino con le stimmate, del beato che ha combattuto ogni giorno della vita contro le manifestazioni del Maligno.
I sepolcri si aprirono e molti santi morti resuscitarono.

Il Padre sta finalmente per essere canonizzato. Sta per essere fatto Santo.
Dopo le inchieste e i tranelli quando era vivo, quando gli nascondevano i microfoni nella stanza dove incontrava le sue figlie spirituali, perfino quelle malevole che lo avevano accusato senza prove di molestie.
Dopo le indagini volute dal Vaticano per accertare che le stimmate erano reali. Dopo i molti Giuda che gli dicevano parole dolci nell’orecchio, parole cui lui non credeva, e poi tentavano di venderlo neanche per trenta denari, ma solo per un po’ di fama. Dopo sedici anni di procedimento per la beatificazione
e diciannove per riconoscere quello che tutto il mondo sa e crede.

Padre Pio sta per essere Santo. Il Santo di tutti, cattolici e laici. È l’avversario del Male che ha risvegliato la speranza. Ha compiuto miracoli in vita, e li compie anche adesso che dal Paradiso osserva i suoi fedeli. Risveglia i comatosi, guarisce malattie, appare improvvisamente a chi lo invoca con fervore sincero.

Dallo stendardo enorme, il suo gesto benedice la folla. La luminosità di Roma accende la sua icona sacra.
I fedeli ondeggiano nella calura.
Il Papa malato si affaccia.
Il giubilo sale al balcone pontificio. Un grido di gioia, un coro celestiale in terra che raggiunge il successore di Pietro.
Lui, con sofferenza, saluta.
Padre Pio sorride dallo stendardo gigante.
La voce pronuncia con sforzo le sillabe: «Beatum Pium a Pietrelcina Sanctum esse decernimus et definimus». Dichiariamo e definiamo Santo il beato Pio da Pietrelcina.
L’esplosione di felicità è incontenibile.
Consummatum est. È riconosciuto nei Cieli. Il suo aiuto sarà più potente.

Matilde Volitani ha appena compiuto trentotto anni. È in piazza con il suo gruppo di preghiera, capitanato da Padre Girolamo.
Il suo colorito non è grigiastro come al solito, ma luminoso, quando fissa l’immagine immensa del nuovo Santo che si inarca per il vento leggero, come a scuotersi di dosso gli ultimi artigli del Male.
Alle parole del Papa, dopo l’attimo di silenzio che ha preceduto lo scatenarsi della gioia, ha spiccato un salto insieme a tutti gli altri, mentre ovunque si levavano cori. Ogni fedele abbracciava chi gli era vicino.
Ha pianto. Il suo Padre Pio è Santo. Non lo ha mai visto in sogno, non ne è mai stata miracolata, ma le è stato sempre accanto.
Cerca l’immaginetta nel portafoglio. È un dono di sua nonna che l’ha cresciuta.
Non trova il santino. La sua fronte si corruga.
Alza lo sguardo, Padre Pio è lì che le sorride. Le sue stimmate stanno sanguinando.
Il sangue si allarga in una chiazza sempre più grande. Si espande dalle mani, si allarga sul petto e sul il collo, fino a coprire tutto il volto.
Matilde Volitani si volta verso Mirko, un amico del gruppo di preghiera.
Lui nota il suo pallore improvviso.
«Non ti senti bene?»
Lei balbetta: «Ma non vedi
«Cosa?»
«Padre Pio! Il sangue…»
«Quale sangue?»
Non risponde. Il suo sguardo è fisso sull’inondazione purpurea.
Padre Girolamo le è subito accanto. La sorregge e le fa bere un po’ d’acqua dalla bottiglietta di plastica. Le bagna la zazzera da maschietto. Cerca di rialzarla. Forse ha ripreso le forze.
Matilde si rimette in piedi e torna a vedere l’immagine di Padre Pio sorridente nel telone, agitato dal poco vento. Non c’è traccia di sangue.
«Scusate, sarà stato il caldo», dice ai suoi amici, che hanno fatto cerchio intorno a lei. Qualche curioso già si stava affacciando.
E all’improvviso Padre Pio parla.
Si rivolge a lei, direttamente. Le dice: «Sarò sempre accanto a te. Il Male ti assedia, ma io ti sarò accanto».
Matilde sviene.
Chiamano l’ambulanza.
Se sapessero quanta opera del Male io vedo.

Tratto da L’assedio del male di Lidia Colleoni

<28th, January 2009 - categoria: Estratti - commenti: Uno

One Response to “L’assedio del male, il prologo”

  1. chastnoep says:

    It was really interesting to reed. I wanna add it in my brose and will see future comments

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