Norman Mailer, Il Vangelo secondo il Figlio: l’incipit

In quei giorni, ero quello che era arrivato da Nazaret per farsi battezzare da Giovanni nel Giordano. E il Vangelo di Marco avrebbe affermato che, quando risalli dall’acqua, i cieli si aprirono e io vidi “discendere lo Spirito come una colomba”. Una voce possente disse: “Tu sei il mio figlio diletto, in te io mi compiaccio”. Poi lo Spirito mi condusse nel deserto, dove rimasi per quaranta giorni e quaranta notti e venni tentato da Satana.

Il Vangelo di Marco, che non oserei definire falso, è tuttavia esagerato. E andrei ancor più cauto per quelli di Matteo, Luca e Giovanni, che mi hanno attribuito parole che non ho mai pronunciato e mi hanno descritto come mite anche quando ero palllido di rabbia. Le loro narrazioni sono state scritte molti anni dopo la mia dipartita e si limitano a ripetere quanto era stato raccontato loro da uomini anziani. Molto anziani. Su questi racconti non si può fare affidamento, così come non ci si può appoggiare a un arbusto che si sradicherebbe e volerebbe via, portato dal vento.

Darò quindi la mia versione. A chi dovesse chiedere come mai le mie parole siano arrivate qui, nero su bianco, risponderei che questo va considerato un piccolo miracolo. (Il mio Vangelo, dopotutto, parlerà di miracoli.) Vorrei però non scostarmi troppo dalla verità. Marco, Matteo, Luca e Giovanni cercavano di accrescere il loro gregge. E lo stesso vale per altri Vangeli scritti da altre persone. Alcuni di questi scribi si rivolgevano solo ai Giudei disposti a seguirmi dopo la mia morte, altri parlavano solo ai Gentili che odiavano i Giudei ma confidavano in me. Poiché ognuno cercava di rafforzare la propria Chiesa, come avrebbe potuto non mescolare ciò che era vero con ciò che non lo era affatto? Avvenne poi che solo una di queste Chiese prevalesse e scegliesse quattro Vangeli, condannando gli altri per avere accostato “parole sacre e immacolate “a svergongate menzogne”.

E’ pur vero che, quand’anche i Vangeli approvati fossero stati quaranta anziché quattro, non sarebbero comunque bastati. Giacché una verità presente in uno, sarà di certo sepolta in un altro. Quello che io ho da dire resta pur sempre una storia tutt’altro che semplice, nella quale non mancano le sorprese, ma è vera, perlomeno per quanto io posso ricordare.

Tratto da Il Vangelo secondo il figlio, Norman Mailer, Baldini Castoldi Dalai editore

<27th, January 2009 - categoria: Estratti, Uncategorized - commenti: Nessuno

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