Norman Mailer: Su Dio come l’artista

MICHAEL LENNON: Gli scienziati credono che l’universo sia in espansione. Questa natura del cosmo in accelerazione si riflette nel tuo concetto di un dio capace di crescere e svilupparsi?NORMAN MAILER: Io parto da un’altra prospettiva. Avendo fatto il romanziere per tutta la vita, forse sono arrivato a sapere qualche cosa sugli esseri umani. Dovrei. Sono stati il mio oggetto di studio. Si potrebbe dire che le mie nozioni teologiche vengono da domande come: chi siamo? Cosa siamo? Come ci sviluppiamo? Qual è la vera ragione della nostra esistenza? E, c’è la presenza di un Creatore in quello che facciamo?
È per questo che le speculazioni cosmiche più ampie mi interessano meno. A dire la verità, sarebbe odioso se dovessi fondare le mie idee sulla continua evoluzione della fisica più avanzata.
In certe occasioni, hai detto che Dio e il Diavolo sono divinità minori al servizio di forze maggiori che potrebbero essere i creatori ultimi. Chi o cosa senti che sia la forza ultima nell’universo? Chi ha creato l’universo?
Io sento per il Creatore ultimo la stessa cosa che sento per l’universo in espansione. È tutto troppo vasto per le mie speculazioni. Ma non vedo nessuna contraddizione logica insita nel dire che credo che il nostro Dio abbia creato il mondo in cui viviamo e che sia in costante conflitto con il Diavolo.

 

In St. George and the Godfather, dici: «Il mondo è più coerente se Dio esiste, e doppiamente coerente se Egli esiste come noi». Una logica così, temo, fa venire il sospetto che si voglia credere in ciò che si desidera. Dio non esiste necessariamente solo per soddisfare il tuo desiderio di ordine. Forse il mondo è incoerente; forse il cosmo è disordinato.
Da dove viene il mio desiderio di ordine? Noi uomini non abbiamo solo un fondamentale desiderio di ordine,
abbiamo allo stesso modo una evidente tendenza verso il disordine: un vero conflitto tra ordine e disordine. Quello che dico è che può valere la pena di esplorare interrogativi del genere.

Allora forse dovremo sentire i tuoi pensieri sul rapporto tra la natura della divinità e i codici per gli esseri umani.
Oh, Cristo, Mike, io non credo a queste formule. Io voglio ad arrivare a qualcosa di più fondamentale per il
mio pensiero, vale a dire che mentre gran parte della cosmologia del mondo attuale si fonda su opere rivelate come l’Antico e il Nuovo Testamento e il Corano, per me proprio la Rivelazione è il punto interrogativo. La Rivelazione, dopotutto, non sono le parole di Dio ma le nostre, parole dibattute anche allora, se vuoi, da delle commissioni, e messe insieme da teologi con programmi che potevano
cambiare. Dopotutto, perché Dio si dovrebbe prendere la briga di parlare in un modo simile? Non ce
n’è bisogno. Dio avrebbe potuto impartirci quei pensieri direttamente. La Rivelazione mi è sempre sembrata un delirio di onnipotenza dei sommi sacerdoti che cercavano di creare un prodotto in grado di consentire loro di guidare il loro gregge in modo più saldo, con più enfasi.
I loro epigoni odierni citano costantemente le Scritture in tv, le usano come mancorrente, e cozzano in contraddizioni intollerabili che immancabilmente paralizzano le loro capacità di raziocinio. Quello che voglio dire è che essere un fondamentalista significa esistere come un essere umano le cui facoltà raziocinanti sono state degradate fino all’inanità di fronte a qualsiasi domanda di cui non si abbia già la risposta.
Confesso pertanto di non provare assolutamente alcun attaccamento per le religioni organizzate. Io vedo Dio, piuttosto, come un creatore, come l’artista supremo. Vedo gli esseri umani come le Sue opere d’arte più compiute.

Vedo anche gli animali come Sue opere d’arte. Quando penso all’evoluzione, quello che più viene fuori è il dramma che si è verificato in Dio come artista. I successi erano anche rovinati dai fiaschi. Penso a tutti gli errori che Egli ha commesso nell’evoluzione, oltre che ai successi. Nella vita marina, per esempio, certi pesci hanno degli occhi orribili che sporgono dalla testa con dei tubi lunghi parecchi centimetri. Pensa a tutti quegli animali del passato con la loro singolare bruttezza, i loro corpi deformi, alla vita dei vermi, delle rane, dei parassiti, a quelle migliaia di insetti: tutti esperimenti falliti. Erano anche possibilità che l’Artista sperimentava – questo grande artista, questo artista divino – per esprimere qualcosa di incredibile, e non
era, questo è certo, un processo facile. Anzi, continuò per sempre! Tirando a indovinare, direi che l’evoluzione fu pasticciata, se non addirittura colta di sorpresa qualche volta, dal Diavolo. Credo che ci siano state delle false partenze in cui Dio (Lui o Lei) è stato ingannato dal Diavolo.
Scusa se continuo a parlare di Dio come di un «Lui», è un’abitudine che mi viene dalla Rivelazione. Naturalmente, parlare di Dio come di una «Lei» è pretestuoso, ma parlarne come di un «Lui/Lei» o di un «Esso» è peggio.

In ogni caso, per me ha un senso che questa lotta tra Dio e il Diavolo sia stata un fattore nell’evoluzione. Sia
che Dio abbia avuto mano libera, sia che il Diavolo si sia intromesso sin dall’inizio. In entrambi i casi, alcune specie sono state concepite male. A volte un giovane artista deve commettere dei grossi sbagli prima di poter procedere (lui o lei che sia).

Mi sembra di sentire l’ovvia obiezione: «Ecco Norman Mailer, artista di dubbia statura, che cerca di darsi
lustro, nobiltà e importanza parlando di Dio come di un artista». Mi rendo perfettamente conto che l’accusa è lì pronta per essere mossa. Tutto quello che dico può davvero non essere altro che una proiezione delle mie preferenze egoistiche.

Be’, hai parlato di Dio come di un romanziere…
No, non è vero. Quello che ho detto è che Dio è un romanziere migliore dei romanzieri. Non è la stessa cosa.
Puri o impuri che siano i miei motivi, io credo in Dio come l’Artista, il Creatore. Questa è la cosa che per me
ha più senso. Che io abbia un programma personale, o che sia un filosofo obiettivo (fino al punto in cui si possa postulare l’esistenza di quello che forse è un ossimoro: filosofo obiettivo!), colpevole o innocente che sia, la mia tesi è questa: Dio è un artista. E come ogni artista, a volte ha successo, a volte fallisce.

Il potere del male, lo hai detto più di una volta, sta crescendo. Specie negli ultimi cento anni.
Sì.

Credi che ci sia mai stato un tempo nel passato, un’età dell’oro, in cui il bene abbia avuto la supremazia?
Diciamo che nel corso della mia vita certe cose sono migliorate e certe altre sono peggiorate, così tanto che alcuni avvenimenti recentissimi farebbero vacillare ciò che ci si immaginava nel Diciannovesimo secolo. Se, per esempio, lo sciacquone del water è un miglioramento dell’esistenza – e si possono anche avanzare degli argomenti per sostenere il contrario, campo in cui non ho intenzione di addentrarmi – ma se questo è un miglioramento, se l’automobile è un miglioramento, di nuovo, grandi argomenti, se il progresso tecnologico è un miglioramento, allora guarda il prezzo che è stato pagato. Si potrebbe sostenere senza difficoltà che i gulag, i campi di concentramento, la bomba atomica, sono frutto del progresso tecnologico.

Per l’uomo medio di un Paese mediamente sviluppato la vita, vista dalla prospettiva della comodità, è
migliore di come fosse alla metà del Diciannovesimo secolo; ma per il metro del nostro sviluppo umano come esseri umani etici, spirituali, responsabili e creativi, è probabile che sia peggiore.

Non posso parlare per altre lingue, ma io so che la lingua inglese non è affatto migliorata in quest’ultimo mezzo secolo. I bambini piccoli, quelli intelligenti, non parlano più bene; i bravi scrittori di cinquanta, cento anni fa, sono mediamente superiori ai bravi scrittori di oggi. I filosofi sono praticamente scomparsi; perlomeno quei filosofi che fanno la differenza.

Ne deduco che secondo la tua visione della storia l’Illuminismo e la nascita della scienza non sono stati passi avanti.
Passi avanti fino a un certo punto. Progressivi e retrogradi. Dipende tutto da cosa intendeva Dio. Potrei offrirti una teoria; una teoria grossolana. Forse Dio aveva in mente che gli esseri umani arrivassero al punto di potere comunicare telepaticamente. Quando un uomo o una donna avessero desiderato raggiungere altre persone, tante o poche che fossero, avrebbero potuto trasmettere loro dei pensieri. Si potrebbero creare delle opere liriche nella propria mente, se si avesse talento musicale, e irradiarle a tutti coloro che avessero voglia di ascoltare. Tutti i mezzi e i modi di comunicazione moderna che abbiamo potrebbero essere dei sostitutivi, dei brutti sostitutivi tecnologici, di quello che c’era in potenza.

Se chiedi all’individuo medio, certamente me compreso: «Come vediamo l’immagine in televisione? Come funziona?» È un oscuro mistero. Anzi, neanche i migliori ingegneri del mondo ti sanno dire come accade, perché delle onde sonore che colpiscono il nervo dell’udito producano delle specifiche unità di ascolto. Nessuno, per esempio, ti sa dire cos’è la luce. Stanno ancora discutendo se sia un’onda o una particella, o entrambe le cose. La domanda in questione è se l’Illuminismo sia stato un bene o un male. Se vuoi automaticamente pensare che l’Illuminismo sia stato un bene devi dire: «Sì, ha creato una meravigliosa
libertà per tanta gente». Ma ha anche creato i peggiori abusi del comunismo e del fascismo, molto peggio
del Diritto Divino dei Re. Ha anche contribuito a produrre i sottili e insidiosi abusi della tecnologia.
Ho detto prima che la tecnologia significa meno piacere e più potere. Può darsi che siamo stati programmati per arrivare alle nostre conquiste più profonde attraverso il piacere e il dolore, piuttosto che attraverso l’interruzione,le interferenze, lo sconvolgimento degli stati d’animo, e gli ingorghi automobilistici.

Tratto da Norman Mailer – A proposito di Dio - Baldini Castoldi Dalai editore

<3rd, January 2009 - categoria: Estratti - commenti: Nessuno

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