Introduzione di Renzo Arbore
Dopo gli studi universitari in Scienze politiche a Roma e Milano, Mimma Gaspari, verso la fine del ’59, a soli ventun anni, inizia la sua carriera come paroliera, a fianco di Teddy Reno. Un colpo di fortuna, ma anche un lavoro fortemente voluto, dentro al mondo della musica, che segnerà profondamente la sua vita portandola a ricoprire ruoli di grande e delicata sensibilità.
Dalle Messaggerie Musicali, a Milano, fondate dal geniale imprenditore Ladislao Sugar, alla RCA Italiana di Ennio Melis a Roma, per circa un trentennio Mimma Gaspari si è occupata dei percorsi promozionali dei cantanti (partecipazioni al Cantagiro e al Festival di Sanremo, pubblicità, rapporti con stampa, radio e televisione) contribuendo alla nascita e al successo di quel fenomeno che furono i cantautori.
Moltissimi sono i nomi con cui ha lavorato, tra cui Patty Pravo, Nada, Renato Zero, Enzo Jannacci, Gabriella Ferri, Lucio Dalla, Gianni Morandi, Paolo Conte, conoscendo anche artisti stranieri come Frank e Nancy Sinatra, Sammy Davis, Gene Pitney, Maurice Chevalier e Connie Francis.
Di tutto questo parla il libro ripercorrendo la vita «dentro la canzone», con le battaglie, le conquiste, le speranze e le delusioni di un mondo che ha segnato profondamente la storia del costume made in Italy.
Un avventuroso viaggio autobiografico in uno dei settori più creativi della sensibilità artistica del nostro Paese, corredato da un bellissimo apparato fotografico dell’epoca. Ma anche frammenti di vita sia dei personaggi dello spettacolo musicale e televisivo che hanno fatto sognare milioni di italiani, sia di chi alla musica ha dedicato tanto rendendola grande come, forse, non ritornerà mai più.
Mimma Gaspari ha fatto parte delle più importanti case discografiche che hanno segnato la nascita della canzone italiana. Ha lavorato a fianco di Teddy Reno, entrando poi nell’«impero» di Ladislao Sugar e di suo figlio Piero, le Messaggerie Musicali. Ha lavorato a tutto campo nel settore promozionale della RCA e accanto a Ennio Melis, che ne era l’amministratore delegato. Ha conosciuto quindi molti artisti, ancora oggi tra i più affermati nel nostro panorama musicale, contribuendo al loro successo. Nel 1981 ha pubblicato L’industria della canzone.
«Noi non vendevamo saponette, vendevamo sogni, emozioni, pensiero, divertimento: e certo subivamo tensioni, ma eravamo coinvolti in una “bolla artistica” e nell’orgoglio di portare a termine un’impresa grande. Perché allora la canzone era una cosa grande.»



















