Pellegrino laico e scrittore di strada
(…) So che stai scrivendo un prequel di L’inattesa piega degli eventi: puoi anticiparci qualcosa della storia e spiegarci perché era importante per te fare un passo indietro nella storia di Lorenzo Pellegrini e di quell’Italia fascista?
L’inattesa piega degli eventi con la sua Italia laica e littoria del 1960, è un primo squarcio di un’opera più grande, diciamo di una trilogia.
Al momento sto lavorando su due tavoli: il prequel, ambientato nel corso della Seconda Guerra Mondiale, vede Lorenzo Pellegrini studente di ginnasio nella sua Bologna, villeggiante a Riccione, quindi sfollato nell’Italia centrale e giovanissimo avanguardista nei giorni caldi del settembre ‘43. Un romanzo di formazione tra militanza, interrogativi sulla famiglia e primi amori, ambientato in uno scenario al tempo stesso familiare e inaudito.
La terza storia invece si svolge negli anni immediatamente successivi al 1960, con Balbo presidente e la società italiana in pieno subbuglio. Come se la caverà Pellegrini nell’epoca dei Beatles, delle trame atlantiche e delle minigonne? Per il momento posso dire che mi sto divertendo molto in sua compagnia.
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