Famiglia Cristiana: «QUANDO VERDI MI FOLGORÒ»

Franca Valeri racconta la sua passione per la musica classica.

«La convivenza è difficile. Nel concerto di Vivaldi in do maggiore viaggiano invece insieme per l’eternità; in perfetta armonia due flauti, due trombe, due mandolini e gli archi». Oppure: «Lo sai che a me i viaggi non mi ispirano… Ad altri invece i viaggi suggeriscono qualcosa. A Wagner per esempio un viaggio fortunoso dalla Prussia a Londra per sfuggire ai creditori suggerì l’idea del Vascelto fantasma. E ancora: «Andando in fondo ai loro drammi i personaggi di Verdi potrebbero riempire le pagine dei nostri giornali».
E una scelta dalle note che nel corso degli anni Franca Valeri ha dedicato alla sua prediletta musica classica, operistica e sinfonica. Di tanti palpiti Divertimenti musicali, a cura di Patrizia Zappa Mulas (La Tartaruga edizioni), raccoglie una parte degli sketch che l’artista scrisse negli anni Settanta per la trasmissione di Radiodue Classic jockey e delle riflessioni da e sul teatro d’opera che tesseva a Di tanti palpiti, dal 1999 al 2003, su Radiotre.

- Signora Valeri, lei ha anche studiato musica?
«Ho studiato un pò di pianoforte, poi abbandonato per la recitazione. Potrei dire che suono meglio di quanto ho studiato. Inoltre il fatto di aver vissuto tanti anni con un musicista mi ha creato dei complessi: come potevo suonare meglio di lui? Ma più ancora che studiare, ho ascoltato tanto e sono andata tanto a teatro. E stato come aver studiato musica per tutta la vita».

- Sono i pezzi musicali a suggerirle di cosa parlare o viceversa?
«Nel caso di Classic jockey non sapevamo prima che pezzo sarebbe stato richiesto. A Di tanti palpiti, invece, bastava uno spunto per introdurre il brano operistico selezionato: si partiva da un’idea, e il pezzo la approfondiva».

- Attrice, sceneggiatrice, autrice teatrale, regista d’opera e di prosa, scrittrice, organizzatrice culturale… Lei è una figura anomala nel panorama  italiano…
«Non è mai stata una scelta consapevole, quella di fare tante cose, ma un istinto. Anche perché alla fine tutti i progetti, per me, convergono sul teatro, sulla drammaturgia, sulla recita, sul mettere insieme uno spettacolo. Fa tutto parte della mia sensibilità teatrale».

- A sei anni andò per la prima volta alla Scala, dove davano il suo prediletto Verdi, Il trovatore
«Fu una folgorazione. Non ero mai stata a teatro e prima ancora che dallo spettacolo rimasi impressionata dalle luci, dalle persone, dai velluti. Tornata a ca-
sa mi misi a disegnare le scene. Per una bambina dotata di una certa sensibilità, com’ero io, fu un vero battesimo».

<26th, March 2009 - categoria: Rassegna stampa - commenti: Nessuno

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