Il Sole 24 ore: Ciliegie per Mr Magoo

A i compiacimento subentra il cordoglio.
Da pochi giorni è uscito Molto lontano dal paradiso di Mifiard Kaufman (Baldini Castoldi Dalai) e abbiamo appena fmito di leggerlo quando è arrivata la notizia della sua morte (lo scorso 4 marzo, all’età di 92 anni). Era uno sceneggiatore piuttosto noto, Kaufman – un paio di volte finalista agli Academy Awards -, e soprattutto inventore, insieme a JohnHubley, delf amoso cartoon di Mr. Magoo (1949).
Molto lontano dal paradiso era il suo primo romanzo. Tradotto come si deve da Marta Mattemi in un italiano felicemente gergale (e non nel solito affrettato “traduttorese pastorizzato” di troppi traduttori, peraltro comunque malpagati), il romanzo di Kaufman richiama nel titolo (A Bowl of Cherries) l’ultima opera di Oriana Fallaci (Un cappello pieno di ciliege). Una cronaca familiare e un romanzo (farsesco) di formazione che non hanno nulla in comune salvo forse lo sfondo maleodorante – l’Undici settembre e poi la guerra in Iraq- in cui sono state completate. La coincidenza è singolare ma il comune richiamo, sembra chiaro, va alla freschezza di un mondo perduto.
In America la editrice di A Bol of Cherries è quella McSweeney’s di Dave Eggers, specializzata nel lancio di scrittori giovani. Kaufman esordì, nel 2007, a 90 anni e – sia detto senza ironia – il suo sembra(va) davvero l’inizio di una nuova carriera. Tanto per cominciare perché Molto lontano dal paradiso è un libro giovanilistico – Scanzonato e irriverente, e innocentemente sboccato come la telefonata di un teenager – e poi perché il prossimo autunno uscirà il suo secondo – e, ahinoi, ultimo – romanzo che si intitola Misadventure.
Il protagonista di Molto lontano dal paradiso è un ragazzo prodigio, Judd Breslau, che a 15 anni sta completando una tesi di dottorato in letteratura a Yale. La poesia del famoso Thomas Chatterton, avvelenatosi a i7 anni per non morire di fame ed eletto dai romantici a emblema del genio misconosciuto. Ma poiché il romanzo di Kaufman è qualcosa che si colloca tra Salgari e il Pulci, il nostro giovanotto abbandona gli studi e finisce dopo una serie di avventure (sesso incluso, in città e in campagna) condannato a morte in una regione sperduta dell’Iraq, che si chiama Assama e che sulla carta geografica ha la forma di una gallina.
Non diremo come vada a finire la storia, e però, per capirci, dobbiamo rivelare almeno il nome della città, Coproliabad, in cui Judd e i suoi compagni – studiosi e sognatori, attori del cinema porno e imprenditori – vanno a finire.
Quel che li attira, non è il petrolio, come si potrebbe pensare, ma una misteriosa sostanza chimica che da millenni in quel lontano Paese permette di cementificare gli escrementi umani per costruire sontuosi palazzi e città a prezzi imbattibili…
Caro vecchio Millard, se i tuoi occhi sono meglio di quelli di Mr. Magoo, ovunque adesso ti trovi potrai vedere che alcuni di noi stanno piangendo. Per le risate di cui ci hai fatto dono.
Grazie di cuore.

<30th, March 2009 - categoria: Rassegna stampa - commenti: Nessuno

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