La settimana scorsa, quando è morto, Millard Kaufman è stato ricordato essenzialmente come l’inventore del cartoon chiamato Mr Magoo, dal nome del protagonista: Quincey Magoo, un vecchietto miopissimo che rifiuta gli occhiali, e con quelli la propria condizione di semi cieco.
Inconsapevole, irresponsabile, Mr Magoo si ficca nelle situazioni più pericolose, scambia sparatorie per fuochi d’artiflcio, cammina sull’orlo di abissi che neppure intuisce; e ne esce sempre miracolosamente incolume, salvato proprio da quella spensieratezza che l’ha messo nei guai. Cose che capitano soltanto nei cartoon, potremmo dire, se con la stessa incoscienza della sua creatura Kaufman non si fosse lanciato in un’avventura più rischiosa e paradossale.
A novant’anni, l’età incui in Occidente ti considerano un peso morto non abbastanza morto e si meravigliano se ancora ingombri il paesaggio con la tua sedia a rotelle, Kaufman ha scritto il suo primo romanzo. E l’ha costruito intorno a un lo narrante che ha quattordici anni, pensa come un quattordicenne, e come un quattordicenne è cotto di una coetanea con cui vorrebbe ardentemente fornicare. La regressione anagrafica è riuscita a Kaufman così bene che i critici hanno contestato al suo Bowl of cherries, piatto di ciliegie (pubblicato in Italia con il titolo Molto lontano dal paradiso) difetti formali che sono allo stesso tempo caratteristiche adolescenziali: qualche scadimento nella volgarità, un’immaginazione debordante. Forse le critiche colgono nel segno. Maviene da domandarsi quanti autori giovani oggi riuscirebbero a pensare una trama altrettanto smodata. In Bowl of cherries il geniale quattordicenne Judd Breslau, figlio di un ufficiale israeliano e di una madre alcolizzata, viene cacciato da Yale e per amore della spregiudicata Valerie finisce nella corte del padre di lei, un egittologo che lavora all’invenzione del secolo: un agglutinante capace di trasformare gli escrementi in cemento. Il segreto dell’alchimia è custodito dagli abitanti di Cop riolabad, città di feci solidificate e capoluogo dell’Assama, immaginaria provincia irachena. Da qui una sequenza di disavventure che siconcluderanno hdove sono cominciate, in un lraq comico e irreale. Anomalo e fuori-schema come il suoautore, per altri versi Bowl of cherries può ricordare un romanzo picaresco; certamente è anche una parodia politica che mette alla berlina il bellicismo business-oriented dei neoconservatori, la loro pretesta di svolgere una “missione civilizzatrice”.
Il romanzo è stato pubblicato negli Usa daMcSweeney’s, una casa editrice abile nell’intercettare nuove tendenze.
Ma al di là degli aspetti letterari qui si pone una questione geriatrica. Qual è il segreto della catabasi che permette a un novantenne di tornare indietro fino ai quattordici anni di Judd? O forse l’anno di nascita è quasi irrilevante, e si può essere “giovani” a novant’anni e putrefatti a venti?



















