La Repubblica: L’alpinista scampato al dramma sugli ottomila “Il K2 è il mio incubo”

C’era la morte lassù sul K2, all’inizio di agosto dell’anno passato. Ci ha arrampicato assieme, Marco Confortola, se l’è trovata accanto mentre scendeva, è riuscito a seminarla solo quando, sul filo degli ottomila metri, lo sherpa Pemba Girgi lo ha costretto a succhiare da una bombola quel filo di ossigeno che gli ha dato le forze per barcollare verso la salvezza. L’alpinista valtellinese racconta in “Giorni di ghiaccio” in libreria Baldini Castoldi Dalai, la sua vita in quota e sopratutto l’ultima tragica impresa, l’ascensione alla seconda montagna del mondo che gli ha portato via tutte le dita dei piedi.

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<8th, April 2009 - categoria: Rassegna stampa - commenti: Nessuno

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