Vi svelo come Facebook diventa LOVEBOOK

RITROVAMENTI A SORPRESA, CORTEGGIAMENTI NOTTURNI IN BACHECA E CRISI DI GELOSIA CONSUMATE CON I REFRESH. UN LIBRO RACCONTA UNA COPPIA CHE SI (RE)INCONTRA CON UN CLIC. COME SUCCEDE A TANTI

Il primo amore non si scorda mai. Poi, ai tempi di Facebook, a volerlo pure scordare, neanche si può più. Frenesia da ritrovamento. La mascherina di ricerca bianca incorniciata blu ha un richiamo tra il feticistico e l’afrodisiaco.
Così, ticchettiamo dentro il suo nome (e cognome, se la memoria ci assiste). Invio dati e incrocio di dita, mentre la pagina carica la ricerca. «Chissàcomesaràdiventatoèpassataunavitaoddioesepoimagicamenteappare?». E se poi, magicamente, appare, stringeremo gli occhi su un francobollo di foto. Scuoteremo la testa più volte, zigzagando tra omonimi poco credibili (»Sarebbe troppo invecchiato, se fosse davvero questo»). Probabilmente temporeggeremo nervosamente quel tanto che basta per non liberarci dalla convinzione che siamo ridicoli, per l’aver solo pensato di pigiarlo davvero, quel tasto di richiesta amicizia. E mentre lo staremo pensando, l’avremo già fatto.
Caricatura di una scena verosimile che sembra presa da un romanzo, ma che un
romanzo non è. Semmai, oggi, lo ispira.
È successo a Simona Sparaco (romana, “sette anni fa ventitré anni”, recita la biografia). È in una capanna zulù in Sudafrica, sul fiume Umtamvuna, per il suo lavoro di autrice televisiva, quando, connessa in una sera come tante al social network da centosettanta milioni d’utenti nel mondo e sei milioni solo in Italia, ad ascoltare le storie d’amori lì dentro per si, rubati, ri(trovati), insidiati, clandestini, mai consumati dei suoi amici, ha iniziato a pennellare umori e malumori dell’amore ai tempi di Facebook. Una notte, quella dopo, quella dopo ancora. È venuto fuori Lovebook (edito da Newtoncompton), un racconto epistolare a due voci. C’è Solidea, che ha otto anni, trecce ai capelli e pon pon quando piccina, troppo piccina incontra Edoardo, all’uscita di scuola, l’aria spavalda e dannata, spettinato e irresistibile, «sei anni in più e un sorriso che parlava tutte le lingue del mondo».
E c’è, appunto, Edoardo che quindici anni dopo, grazie a Facebook, la ritrova, «la bambina del liceo e i suoi occhioni verdi, bellissimi, spalancati su di me». In mezzo, ci sono te date di gomito delle amiche, «dai, cercalo», gli imbarazzi del caso, e la fisarmonica dell’incertezza. E, dopo, c’è tutto quel che l’amore, oggi, ai tempi di Facebook, è: «Il profilo», racconta l’autrice, «ci restituisce una visione edulcorata, poco autentica, a volte, dell’altro. La bacheca poi è il regno delle serenate, degli inviti, delle rotture. Scompaiono le “poste sotto casa”, basta vedere l’ora dell’ultimo commento. Le notti si fanno alba a chattare. Facebook ha fatto l’amore disinibito e bulimico. Rigetti con la stessa facilità e fretta con cui hai fagocitato. Ci stanno rubando l’attesa». Perché, in quel «luogo seducente e dannato», cambiano i modi del corteggiare e, anche, le dinamiche di un abbandono, le vicende intrecciate di un adulterio. «Abbiamo perso i tempi e il fascino dell’amor cortese: quale strada tortuosa, quali spade, quali draghi e quale fuoco, quali mura insormontabili del castello, per raggiungere l’abbraccio tanto desiderato della principessa, quando l’hai lì, in un’icona digitale monoespressiva, a braccia aperte e senza veli?».

SPASIMANTI E SPIONI

La gelosia, poi, monta. «Innamorarsi oggi significa spiare il profilo dell’altro cento volte al giorno, in preda ai refresh.
Segnare il territorio, scoraggiando così le spasimanti. I tag, poi, sono una brutta bestia: perché non sei, ovviamente, almeno lì, amica dell’uomo che ti ha lasciata senza diritto di replica. Eppure, la fortuna di un amico virtuale in comune ho sì che sulla tua home appaiano tutti gli album della sua vita senza te: i weekend al mare felici, il sorriso, forse mai perso, comunque ritrovato, al fianco di una che ti somiglia poco, il maglione che gli hai regalato per Natale, l’ultimo dei cinque insieme: diventa un disastro, l’elaborazione del lutto», E chissà che Facebook nella vita reale, non lo sterzi anche, il destino, oltre a stuzzicano, come succede nel romanzo: «Solidea ed Edoardo finiranno insieme. Usciranno dallo sterile scambio
di battute che li ha fatti ritrovare. Per un aereo, Parigi e una fisicità vera che, senza Facebook, però, non ci sarebbe stata». Resta, comunque, la nostalgia. Di quando non avevamo, per dirla con Walter Veltroni (autore della prefazione di un saggio sul fenomeno: Mattia Carzaniga, Giuseppe Civati, L’amore ai tempi di Facebook, Baldini Castoldi Dalai ed.), questo «posto dove si va per tirare il fiato», questo «posto dove si piange, si ride, si fa l’amore, forse», in cui «il flirt sempiterno fa saltare i gradi di separazione, la felicità da condividere e la tristezza da stemperare».
Simona, dubbi non ne ha: «Viva Facebook, in giusta dose. Ma era infinitamente più bello ritrovare un vecchio amore al binario di un treno, in una stazione fredda».

<2nd, April 2009 - categoria: Rassegna stampa - commenti: Uno

One Response to “Vi svelo come Facebook diventa LOVEBOOK”

  1. holaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

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