Aung San Suu Kyi rischia di nuovo il carcere. Sperava nella libertà

Il pavone e i generali

 

Rischia addirittura il carcere, o il rinnovo per altri cinque anni degli arresti domiciliari, la premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, che invece avrebbe dovuto riacquistare la libertà il prossimo 27 maggio. A costringerla ad abbandonare la sua residenza per recarsi nel carcere di Insein, dove sarà giudicata, è stato lo sconsiderato exploit di un cittadino americano, John William Yettaw, che nei giorni scorsi era riuscito a eludere a nuoto la sorveglianza attorno alla villa della “Signora” – come viene affettuosamente chiamata dai suoi sostenitori – trattenendosi in casa sua per due giorni. La giunta militare al potere in Birmania, che era alla ricerca di un espediente per negare nuovamente libertà di movimento e parola alla leader dei diritti civili, ha colto al volo l’occasione, incriminandola per violazione delle  leggi di sicurezza. Agli arresti è stato posto anche Tin Myo Win, medico personale di Aung, che versa in precarie condizioni di salute.  Numerose sono state le prese di posizione contro la decisione della giunta militare, a partire da quella del segretario generale delle Nazioni Unite,  Ban Ki-moon, ma non è la prima volta che il regime fa orecchie da mercante. 

Pare dunque allontanarsi la prospettiva del ritorno a una vita normale per la leader dell’opposizione birmana, a 19 anni dalla vittoria ottenuta dal suo partito in libere elezioni, poi sovvertite da un colpo di stato. Ben 13 di questi 19 anni, Aung li ha trascorsi in prigione o agli arresti. La sua storia e quella del movimento che – malgrado la dura repressione operata dal regime del generale Than Shwe – la sostiene ancora oggi, è stata raccontata nel libro Il pavone e i generali, edito da Baldini Castoldi Dalai editore. Ne è autrice Cecilia Brighi, responsabile dei rapporti con le istituzioni internazionali e con i Paesi asiatici della Cisl, fra le animatrici del sito  www.birmaniademocratica.org. Nel suo saggio ritroviamo l’intreccio di vicende umane e politiche attraverso le quali scorre la storia recente della Birmania, dal dopoguerra a oggi; la brutalità e la repressione di una dittatura di fronte alla quale molti governi occidentali, e non solo, ancora oggi sembrano chiudere gli occhi. I diritti d’autore del libro sono devoluti a organizzazioni democratiche e sindacali birmane.

Acquista il libro on line con lo sconto del 20%

<12th, May 2009 - categoria: Uncategorized - commenti: Nessuno

Leave a Reply

© B.C.Dalai eidtore S.p.A.