Nel maggio del 2008, Giampaolo Visetti si è messo in viaggio attraverso l’Italia. Per un anno, dopo un lungo periodo trascorso all’estero, ha percorso le regioni del Paese, preferibilmente sostando nei borghi e nelle città considerati marginali. L’obiettivo iniziale, scoprire le ragioni e le conseguenze nazionali della recessione mondiale, è presto cambiato.
Di seguito le le 20 domande per le 20 regioni dell’ ex Italia, che fanno una radiografia non molto confortante di un Paese che non sa più chi è.
Liguria: invecchiamento. La Liguria è la regione più vecchia d’Europa: perchè non si concentrano le risorse nel sostegno alle coppie che scelgono di avere figli?
Valle d’Aosta: turismo. In Valle d’Aosta anche l’industria delle neve e delle vacanze è ormai nelle mani pubbliche: perchè sulle Alpi la popolazione non è più libera di vivere indipendente rispetto al potere pubblico, che controlla tutto?
Piemonte: commercio. La crisi economica ha innescato in Piemonte una drammatica crisi dei consumi: perchè, se centri commerciali semivuoti vivono di debiti, il Piemonte resta la regione con il più alto numero di shopping-city in costruzione e in progetto?
Lombardia: agricoltura. L’agricoltura, in Lombardia, è ormai sconnessa dal lavoro nei campi e dai contadini. Le grandi aziende appartengono a società misteriose e chi lavora la campagna non riesce più a ottenere un reddito dignitoso: perchè l’epicentro della fertilità europea, ostaggio della grande distribuzione, non restituisce la terra a chi la lavora davvero?
Veneto: impoverimento. Il Veneto, ex capitale europea della ricchezza, ha registrato negli ultimi due anni il tasso più elevato di impoverimento: perchè se le imprese licenziano e chiudono, le banche non sostengono chi per trent’anni le ha fatte crescere?
Friuli Venezia Giulia: alcolismo. Il Friuli Venezia Giulia ha il record italiano del consumo di alcol e droga. Perchè, se centinaia di giovani perdono ogni anno la vita, non esiste un piano pubblico per affrontare il dilagare della disperazione sociale e non si avverte, sulle bottiglie, che l’eccesso di alcol uccide?
Trentino: ambiente. La ricchezza del Trentino si risolve nel suo ambiente. Da anni esso è però il più sfruttato e occupato d’Italia, al punto che gli impianti di sci si costruiscono non per servire le piste, ma per alzare il prezzo degli immobili. Perchè in Italia l’attenzione per la natura è ormai così drammaticamente ignorata e asservita agli interessi privati?
Sudtirolo: autonomia. Il Sudtirolo deve il proprio benessere al conflitto etnico tra le minoranze di tedeschi, italiani e ladini. L’autonomia, riccamente finanziata da Roma, ha generato un mondo a sè, a cui ora guarda l’Italia federalista: ma può, una nazione moderna, frantumarsi in interessi locali che non possono disporre di sufficienti risorse economiche?
Emilia Romagna: giovani. L’Italia contemporanea, dalla famiglia, alla scuola, all’università e al lavoro, ha tradito i propri figli. I giovani che possono, se ne vanno. Gli altri invecchiano tra precariato e disoccupazione. L’università di Bologna e i locali della riviera romagnola sono il simbolo di una società costruita per tutelare gli adulti e marginalizzare i ragazzi: perchè il Paese ignora il suo valore primario?
Marche: artigianato. Le Marche restano la regione europea con il più alto numero di imprese artigiane. Quasi nessuno però lavora più con le mani e artigianato è diventato un termine burocratico e fiscale. Perchè le Marche, come il resto d’Italia, abbandono la propria vocazione alla creatività, alla bellezza e ad un uso unico della manualità operaia?
Umbria: spiritualità. l’Umbria è la regione più laica d’Europa, ma con il maggior numero di conventi, monasteri e comunità religiose. Da alcuni anni si concentrano qui masse crescenti di persone che rifiutano una vita priva di trascendenza. Perchè riscoppia in Umbria la voglia di spiritualità francescana? E’ un bisogno di religione, o dilaga come in Africa la moda new age?
Toscana: arte. Si ripete che in Toscana si trova il più grande giacimento di arte del mondo. Musei e mostre sono però in crisi, le città d’arte e il territorio stanno perdendo l’antica bellezza, i visitatori crollano. Così si pensa di vendere all’estero, o di affittare a chi paga di più, il giacimento dell’arte italiana. Cosa significa per un Paese come l’Italia affrontare la crisi della propria cultura vendendola come decorazione per le nuove capitali mondiali del business?
Abruzzo e Molise: mare. L’Adriatico era il mare più ricco di fauna marina del mondo. In pochi anni è diventato il mare con il numero più basso di speci e di pesci, tra i più inquinati del pianeta. Ogni giorno però, per tenere alti i prezzi, il mercato impone ai pescatori di buttare vie tonnellate di pescato, catturato con tecniche e imbarcazioni sempre più devastanti. Perchè l’Italia sta distruggendo il proprio mare e la propria pesca, consegnadosi al record di importazioni di pesce surgelato dall’estero?
Basilicata: industria. La Basilicata era la Baviera del Sud. Grazie ai fondi pubblici ha distrutto la propria agricoltura per costruire finti distretti industriali. Ora sta vendendo il proprio territorio alle multinazionali del petrolio, dell’acqua e dello smaltimento rifiuti. Una fattoria trasformata in una discarica, con la complicità della politica. Perchè l’industria italiana è ridotta a clientelismo elettorale che ignora ricerca, innovazione, sostenibilità e vocazioni sociali?
Campania: povertà. Napoli e la Campania sono ormai tra le aree più povere dell’Occidente. Per la prima volta, dopo vent’anni, si è rimesso in marcia il popolo degli emigranti, verso il Nord e verso i Paesi stranieri. l’Italia però ignora il baratro sociale che ritorna a spaccarla e finge di non vedere la bomba ad orologeria costituita da milioni di poveri consegnati alla criminalità organizzata. Perchè la deriva del Meridione non è il primo punto dell’agenda politica nazionale?
Puglia: famiglia. Gli italiani fanno pochissimi figli e quando li fanno, spesso, li abbandonano. Sono i primi al mondo per domande di adozione, ma i vecchi orfanatrofi hanno solo cambiato nome e l’affidamento in famiglia è fallito. La Puglia è all’avanguardia nel diritto di famiglia, ma le statistiche dimostrano che i suoi nuclei famigliari sono i più devastati del Paese. Perchè i bambini continuano a restare nei fatti i soggetti meno protetti della società?
Calabria: scuola. L’Italia televisiva sta smantellando l’istruzione. Nei paesi le scuole chiudono e gli studenti, terminate le lezioni, sono abbandonati a se stessi. In Calabria il record di scuole chiuse negli ultimi anni ha innescato il primato di paesi abbandonati. Il vuoto di istruzione produce desertificazione del territorio, fuga dello Stato e avanzata delle mafie. Perchè in Calabria, come nel resto d’Italia, l’istruzione non è la prima voce di spesa dello Stato?
Sicilia: immigrazione. L’Italia e l’Europa hanno pensato di fermare la migrazione epocale tra Africa e Occidente su un’isola di pochi ettari: Lampedusa. Il fallimento della costruzione di carceri per migranti lascia ora il posto all’ordine di respingerli con la forza. Dietro la proclamazione di cronici stati di emergenza, affiorano gli interessi sporchi della politica che si salda con la criminalità. Perchè l’Italia torna tra i Paesi più razzisti e xenofobi del mondo e non investe invece nel valore economico dell’accoglienza?
Sardegna: paesaggio. La Sardegna è diventata il simbolo italiano della lotta tra tutela della natura e cementificazione del territorio. Su questo si è giocato il suo destino politico, risolto con la vittoria del partito del cemento. La distruzione non riguarda solo l’ambiente, ma l’anima secolare di un popolo, ormai irriconoscibile. I dati provano però che il cemento arricchisce pochi, spesso stranieri. Perchè una regione e un Paese unici preferiscono esaurire le proprie risorse, piuttosto che conservare l’unico patrimonio di cui dispongono?
Lazio: razzismo. Il dato saliente dell’Italia, negli ultimi dieci anni, è il dilagare del razzismo. Un Paese in crisi di identità, spaventato dalla mancanza di futuro, scarica la propria frustrazione si chiunque individui quale “estraneo debole”. La situazione in cui sono costretti a vivere i rom di Roma è il simbolo del volto nuovo della capitale e della nazione. Un popolo generoso e aperto, per storia, si è ridotto ad essere un ammasso di individui egoisti mosso dall’odio. Perchè Roma e l’Italia accettano di mutare la propria natura, chiudendosi in una solitudine che alimenta una inedita violenza?
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sono assolutamente d’accordo sul fatto dei giovani… bisognerebbe migliorare soprattutto l’università! io mi sono dovuta iscrivere ad un’università telematica (unisu) per riuscire a studiare e lavorare, altrimenti mi sarebbe stato impossibile!