Diciamo la verità: nel mondo dei gialli se ne sono viste di tutti i colori.
Diavoli e serial killer, streghe assassine dal fascino irresistibile, suggeritori e esecutori dei delitti più efferati.
Per non parlare dei detective, dei poliziotti, dei giornalisti che si lanciano in labirinti intricatissimi per uscirne con la soluzione del rebus. Però bisogna ammettere che un’agente speciale che si mette a indagare sotto la protezione di Padre Pio da Pietrelcina non si era ancora vista in giro.
A colmare questo vuoto ci ha pensato Lidia Colleoni. Bresciana di origine, classe 1965. residente da tempo a Roma, dove si è laureata e dove lavora, debutta con il suo primo romanzo intitolato “L’assedio del Male“ pubblicato da Baldini Castoldi Dalai editore.
Padre Pio, appunto. È a lui che si rivolge Matilde Volitani, battagliera ispettrice del Nucleo Investigativo Speciale, quando si trova a indagare sulla sparizione e sulla morte violenta di una mamma. Un caso apparentemente banale, anche perché la donna soffriva di depressione. Ma, all’improvviso, la storia si complica: la figlia della sfortunata Matilde De Toma, la giovane Amanda, viene trovata impiccata. Demoniache presensze cominciano a manifestarsi attorno alla poliziotta.
Tenebroso e ben radicato nella tradizione regionale italiana. forse un po’ troppo smaccatamente filo-cattolico, “L’assedio del Male” si rivela un romanzo di debutto un po’ prolisso ma affascinante.



















