Conciso, mai banale, ricco di spunti. Questo è il libro di Antonio Dipollina dedicato a Zlatan Ibrahimovic. Si parte dal titolo, lo stringatissimo Ibra! La biografia che non si perde in leziosismi creativi ma va dritto al sodo: questo libro parla del centravanti svedese e dell’universo che gli ruota attorno, così come lo percepiamo oggi. Parla di un centravanti moderno, un atleta completo dotato di piedi da ballerino e capace di infiammare i tifosi. Perchè uno come lui, il vero tifoso, o lo ama o lo odia, senza mezze misure.
LIBLOG – Lo stile di Dipollina è noto a chi lo segue: autore innovativo, si discosta dal modo di fare urlato e roboante dei nostri tempi ed è soprattutto un critico televisivo. In quest’opera il giornalista torna però al peccato originario, lo sport, primo amore mai rinnegato. Una passione per l’Inter ben nota, equidistante tanto dagli interismi quanto dalle chiacchiere delle televisioni locali che imperano sui circuiti minori. Firma di Repubblica (da dieci ogni lunedì cura la rubrica Schermaglie), laureato in Scienze Politiche, Antonio Dipollina si dedica a tracciare una biografia il più possibile oggettiva di Zlatan Ibrahimovic. Non un’impresa, vista la quantità industriale di materiale a disposizione, ma di certo un lavoro non facile, data la caratura del personaggio ed i mille lati che compongono il poligono descrittivo dello svedese di origine slava. Il giornalista sceglie la modalità del capitolo breve, tanto vicino ai post di un blog, stavolta cartaceo (non scordiamoci che Dipollina è anche un ottimo blogger): ogni capitolo è estremamente succinto e quella che viene fuori è una fotografia abbastanza precisa del campione dell’Inter.
CARRIERA IN CRESCENDO – Si parte dall’infanzia di Rosengaard, sobborgo di Malmoe “un po’ svedese e molto multietnico”, in cui vive i primi passi, adolescente calciatore dai modi irriverenti che suscita subito l’interesse degli addetti ai lavori. La prima squadra è l’FBK Balkan, formazione di quartiere in cui il ragazzone si dà subito da fare, nonostante sia più piccolo di due anni rispetto al resto dei compagni. Dipollina ripercorre l’amicizia con i coetanei e la vita di tutti i giorni, senza dimenticare le prime schermaglie con l’allenatore dell’epoca: l’aneddotica sfocia nell’ormai celebre partita con il Vellinge, in cui Ibra è punito con la panchina iniziale, entra sullo 0-4, ne segna 8 e determina il risultato finale. La carriera dello svedese si snoda per le tappe conosciute: prima Malmoe, poi su indicazione di Leo Beenhakeer il passaggio all’Ajax, che se lo aggiudica per quasi 9 milioni di euro. Un investimento rischioso per il “nuovo Van Basten”, ben ripagato dai titoli vinti e dalla successiva inevitabile cessione alla Juve, che sborsa i 19 milioni di euro richiesti per il cartellino. Il crescendo economico viaggia di pari passo con la manifestazione del talento calcistico del protagonista, per nulla a disagio su palcoscenici sempre più impegnativi.
ELOGIO DEL SINGOLO – Ibrahimovic è il prototipo del calciatore dei tempi moderni. Dall’esame di Dipollina (che bene analizza l’uomo senza fare pettegolezzo, intingendo la penna nell’ironia e senza provocare il mal di pancia nei tifosi più oltranzisti) ne viene fuori un ritratto controverso: talento enorme, ego altrettanto visibile, Ibra è essenzialmente un singolo condannato dal suo carattere e dagli altri a stupire in ogni occasione, un tenore pronto per l’acuto, che col tempo ha limato le intemperanze, aiutato (guidato?) dal suo entourage: la moglie di dieci anni più grande di lui (la cui figura peraltro viene solo sfiorata, a conferma dello stile dell’autore), i due figli (con cui Ibra sfoggia l’humanitas che non gli è conosciuta) e soprattutto il superprocuratore Mino Raiola, figura importantissima per capire la carriera del giocatore. Raiola è l’attore non protagonista del libro, ancor più dei giornalisti (con cui Ibra ha un rapporto a dir poco spigoloso, da usare per affermarsi all’inizio, da evitare quando la fama è già arrivata, loro malgrado complici dei fuoripista verbali dello svedese), dei vari allenatori (si va da Adriaanse a Koeman, passando per Capello e Mancini per finire con Mourinho) che hanno avuto a che fare con Ibracadabra in questi 10 anni. Raiola tratta alla pari con Moggi, ama da matti il rischio, che sia il gioco al rialzo economico o la sfrontatezza nei confronti dei datori di lavoro del suo assistito, in un mondo di superqualcosa in cui ci sono anche Moggi e Capello, Moratti, Mancini e Mourinho, figure di spessore che per ottenere il placet dello svedese devono spesso ricorrere a compromessi non sempre facili.
CALCIATORE IN CAMMINO - Chi cerca un libro che ripercorre analiticamente tutte le gare e le prodezze dello svedese resterà deluso: Dipollina descrive sì i colpi di taekwando e i tacchi illuminanti, ma evita accuratamente l’agiografia e minimizza la statistica, utilizzando i numeri soltanto per ricordare gli scudetti vinti (tra i quali Ibra precisa sempre la validità dei due in bianconero, annullati dalla giustizia sportiva) e, contraltare, l’abulia realizzativa in Europa, nodo gordiano della vicenda professionistica del centravanti. Il libro non scioglie l’enigma dell’appassionato, sul quale nemmeno Dipollina si espone: grande nei campionati, piccolo nelle coppe e nelle grandi manifestazioni, Ibrahimovic è sì il prototipo del calciatore moderno, ma può ambire al titolo di più forte calciatore del mondo? E se, pur nell’intrinseco melting pot che ne determina i cromosomi, Ibra non può abiurare la maglia svedese, lo stesso non si può dire con certezza della casacca nerazzurra, finora tutt’altro che gloriosa in Europa, anche (soprattutto?) per causa sua. Il libro è forzatamente privo di una fine, considerando l’evoluzione della carriera del giocatore, ancora lontano dalla parabola discendente, ma lascia nel lettore la consapevolezza che Ibra è un calciatore in cammino e tale va considerato, giocatore dei nostri tempi, epoca in cui esiste la gloria personale e la squadra è principalmente un medium per ottenerla.
di Luigi Scrimieri
(tratto da www.sportmain.it – http://www.sportmain.it/?p=13451)



















