Cosa succede se si somministra a un elefante una potentissima dose di Lsd? Davvero gli uomini preferiscono le donne difficili da conquistare? Perché non riusciamo a farci il solletico da soli? Se cadessimo in un pozzo, il nostro cane verrebbe a salvarci? Non sempre la scienza si occupa di questioni capitali. Nel corso degli anni, decine di ricercatori hanno cercato di rispondere a interrogativi a dir poco bizzarri, che Alex Boese ha raccolto in un libro singolare, a volte inquietante e spesso genuinamente spassoso. Un’opera che descrive esperimenti condotti con metodo rigorosamente scientifico ma ben lontani dal mutare le sorti dell’umanità. Uno sguardo diverso sulla scienza e sui suoi protagonisti: persone che si chiedono il perché delle cose, anche se spesso sono le uniche a farlo, e per darsi una risposta fanno cose apparentemente assurde come stare fermi in auto davanti a un semaforo verde, costruire stadi per scarafaggi corridori o contare i peli pubici dei loro colleghi. Il tutto, ovviamente, per il bene della scienza.
«È una giornata di sole. Un ragazzo cammina in solitudine nel campus universitario, pensando agli affari suoi. È piuttosto carino, anche se non si è mai considerato una calamita per le ragazze. Ma all’improvviso una donna attraente lo ferma e gli dice: “Ti ho visto in giro per il campus. Sei carino. Ti va di venire a letto con me, stasera?” Lui la guarda, sorpreso ma intrigato dalla proposta, poi pensa: “Be’, forse questo è proprio il mio giorno fortunato”. No, non fu il suo giorno fortunato. Invece di rispondere “Mi piacerebbe” avrebbe dovuto domandare “Che esperimento è?”»
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