Attratto dai personaggi “scomodi” – essendolo egli stesso – Oliver Stone, dopo aver lungamente intervistato Fidel Castro in Comandante (2003), torna a occuparsi di America Latina. Lo fa con il documentario intitolato South of the Border, presentato fuori concorso a Venezia 66. Il tema portante del film, girato all’inizio di quest’anno, è fornito da un libro di prossima pubblicazione anche in Italia, I pirati dei Caraibi nelle librerie dall’8 settembre.
Il documentario di Stone, che sarà presentato in anteprima alla Mostra lunedì 7 settembre in Sala Grande (con replica il giorno appresso al PalaBiennale) ha inizio con una lunga intervista al presidente del Venezuela, Hugo Chavez, pittoresco protagonista della ondata rivoluzionaria neo-bolivarista che ha scosso dalle fondamenta il continente centro-sudamericano, riportando in auge slogan e teorie che in qualunque altro luogo al mondo apparirebbero tremendamente datate e inattuali. Non qui, però, dove uomini come Chavez (o Castro) sono stati fino a ieri costantemente al centro di campagne denigratorie orchestrate ad arte dagli Stati Uniti. Almeno fino alla presidenza di George W. Bush, che Stone aveva pubblicamente sbertucciato (con esiti cinematografici, per la verità, non eccelsi) in W, esattamente un anno fa.
Il saggio di Tariq Ali, dedicato significativamente a Eduardo Galeano, “che con la sua penna, come Bolivar con la spada, cerca di rimuovere un impero e riunire un continente”, si apre con una poesia di Erich Fried, dedicata all’”età della disinformazione”. Tradotto da Giuseppe Gallo, è il risultato dei numerosi viaggi compiuti dallo scrittore anglo-pakistano negli ultimi anni in America Latina, soprattutto in Venezuela e Brasile ma anche a Cuba, visitata per la prima volta nel 2005. Nel tracciare un dettagliato resoconto di quanto osservato, e delle opinioni che Ali ha scambiato con studiosi sudamericani, europei e statunitensi, I pirati dei Caraibi contiene motivi di speranza. “Il Sud America – scrive Ali nella prefazione – è il continente in cui si è sviluppata dal basso un’alternativa fondamentalmente socialdemocratica al capitalismo neoliberista che contagia la politica di tutto il mondo. E che aria fresca vi si respira – continua – a confronto del revival religioso predominante in altri luoghi (Stati Uniti compresi)!”
L’autore del saggio è Tariq Ali, scrittore anglo-pakistano, editorialista della New Left Review, oggi fra i più ascoltati consulenti dell’Amministrazione Obama in merito allo spinoso dossier afghano ma da tempo voce critica della sinistra internazionale e, come tale, profondo conoscitore degli ultimi sommovimenti che hanno mutato il volto dell’America del Sud.



















