«Scrivo questo saggio nella convinzione che un recupero della cultura di sinistra vada nella direzione di capovolgere l’esperienza staliniana: se essa derivò dal rifiuto e dalla contrapposizione alla democrazia come esperienza occidentale, quel recupero può fondarsi oggi sulla piena valorizzazione di tale democrazia, da estendersi alla sfera economica.»
Così racconta il politologo e saggista Giorgio Galli, nel suo ultimo libro Stalin e la Sinistra: parlarne senza paura. Galli è stato per molti anni insegnante di Storia delle dottrine politiche all’Università Statale di Milano, ha condotto ricerche per la Fondazione Agnelli, l’Istituto Cattaneo del Mulino ed è stato consulente della Commissione stragi negli anni 1994-95.
Leggi qui la recensione uscita sul Corriere della Sera.



















