
Baldini Castoldi Dalai editore pubblica per la prima volta in Italia un romanzo dello scrittore Péter Nádas, uno dei più importanti autori ungheresi. Romanziere, commediografo, saggista, giornalista e grande fotografo, dal 1969 ha deciso di dedicarsi unicamente alla scrittura e nel 1984 si è trasferito con sua moglie in un piccolo villaggio dell’Ungheria occidentale. Finito di scrivere nel 1972, censurato dal regime di Kádar e uscito solo nel 1977, Fine di un romanzo familiare è stato tradotto in oltre ventitré Paesi, riscuotendo ovunque grande successo di pubblico e di critica.
Alla morte della madre e con un padre quasi sempre assente, Péter Simon viene affidato ai nonni. È lui a raccontarci questo «romanzo familiare», nel solo modo in cui può farlo un bambino: senza capire.
Péter gioca con i figli dei vicini e adora ascoltare il nonno che gli tramanda la storia dei loro antenati. «Mi raccontava tante storie, non favole, storie vere.» La diaspora degli ebrei, le Sacre Scritture, ma anche la storia di un giardino segreto con una foglia speciale e di una fanciulla che sa di pesce. Niente è razionale agli occhi di Péter. Tutto sfuma in un confine surreale, dove le immagini del mondo adulto vengono a tormentarlo. Un padre-fantasma che torna a casa di rado e litiga con il nonno, la puzza della «caserma in cui fanno quegli interrogatori» (il padre è ufficiale dei servizi segreti), ma soprattutto gli eventi futuri: la morte dei nonni, l’accusa di tradimento del padre, l’improvvisa scomparsa dei vicini, forse deportati, e l’istituzione per i figli deviati del regime in cui verrà mandato. Eventi che i grandi sanno spiegare, ma che per un bambino sono incomprensibili. Sarà nei racconti del nonno che Péter troverà rifugio, riemergendo invincibile come il piccolo Nemecsek dei Ragazzi della via Pál. E come Hanno, che vede il declino dei Buddenbrook, Péter vedrà la fine dei Simon nell’Ungheria comunista, ma senza mai soccombere. Quasi che l’innocenza del suo mondo onirico preservasse il precario equilibrio del romanzo lasciando in noi un senso di speranza.
Publichiamo qui una bellissima intervista di Vanna Vannuccini all’autore uscita su La Repubblica
Leggi qui l’articolo uscito su La Stampa
Leggi qui la recensione uscita su ALIAS



















