A Obama il Nobel per la Pace

Il presidente Usa riceverà il premio a Oslo il prossimo 10 dicembre. Premiati il suo impegno antinuclearista e gli sforzi compiuti per il rilancio del dialogo in Medioriente. La storia di un uomo che ha già cominciato a cambiare le sorti del mondo, nella biografia curata da Anthony Painter. Acquista il libro con lo sconto del 20%

obama1 Insediatosi meno di un anno fa alla Casa Bianca, Barack Obama ha subito conquistato i cuori di ghiaccio degli accademici di Svezia, che gli hanno attribuito il premio Nobel per la Pace 2009. Un onore che era già toccato nel 1919 a un altro presidente in carica, Woodrow Wilson, il padre della defunta Società delle Nazioni, progenitrice dell’ONU. Ancora una volta, però, il giovane presidente afroamericano (il primo) ha bruciato le tappe, grazie – si legge nella motivazione ufficiale – ai “suoi sforzi straordinari volti a rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli”.

A convincere i giurati a gettare nel cestino ogni altra candidatura (fra le quali, quella del presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi… :-) ) sono state “la visione e gli sforzi di Obama per un mondo senza armi nucleari”, uniti all’impegno profuso per far ripartire il dialogo in Medioriente. Ma è soprattutto il metodo seguito da Obama ad aver segnato una cesura profonda rispetto alla dottrina pratica dal suo predecessore, George W. Bush. Come ha notato il presidente del comitato per il Nobel, Thorbjoern Jagland, “Obama ha fatto molte cose ma è stato riconosciuto soprattutto il valore delle sue dichiarazioni e degli impegni che ha assunto nei confronti della riduzione degli armamenti, della ripresa del negoziati in Medio Oriente e la volontà degli Stati Uniti di lavorare con gli organismi internazionali”. Bye bye solitarie guerre preventive, insomma.

Quale sarà il vero significato politico di questa attribuzione? Obama, colto di sorpresa dalla notizia, ha reagito dichiarandosi naturalmente onorato dall’attribuzione, che per altro va ad allungare la lista di politici democratici che hanno vinto il Nobel (dopo il già citato Wilson, Carter nel 2002 e Al Gore nel 2007 per il suo impegno sul fronte ambientalista). Tuttavia, un tale “ingombrante” riconoscimento potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio per l’Amministrazione americana. Ve l’immaginate un presidente-Nobel che dichiara guerra all’Iran, al Sudan o alla Corea del Nord? D’altro canto, ripensando alle pressioni che avevano condotto un altro grande presidente Usa (modello dichiarato di Obama) – John Fitzgerald Kennedy – sull’orlo della guerra termonucleare, (mal) consigliato dal suo apparato militare al tempo della crisi con Cuba, viene da ringraziare due volte gli austeri accademici svedesi, che forse con il loro “Nobel preventivo” hanno voluto mandare un messaggio quanto mai chiaro e forte all’inquilino della Casa Bianca. Yes, Mr. Obama, you can.

<12th, October 2009 - categoria: Scritti - commenti: Nessuno

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