Nadia è appena uscita di prigione. Nella vita ha conosciuto solo rabbia e violenza. Ora vuole ritrovare il figlio, Floril, che le è stato tolto anni prima. L’unica cosa che sa di lui è che vive dalle parti di Vaucaire, un paesino dell’entroterra provenzale. Giunta nella regione da Parigi dopo un difficile viaggio in autostop, conosce Victoire, la proprietaria di un motel, e scopre che adesso suo figlio si fa chiamare Marco, anche se la gente del posto lo conosce soprattutto come «lo zigano».
Il ragazzo vive sulle montagne, in un podere che ha trasformato in una specie di giardino dell’Eden. Intorno alla sua persona si concentra l’interesse di una comunità di marginali, tra cui una dottoressa di animo generoso afflitta dal proprio aspetto, una vecchia avida e meschina, una reduce dei campi di concentramento incline a comportamenti bizzarri e un prete fin troppo disinvolto. La natura della Francia meridionale, bellissima e selvaggia, fa da sfondo alle gioie e ai drammi di questi personaggi in una vicenda al tempo stesso realistica e immaginativa, carica di tensione, in cui la tradizione narrativa europea incontra il grande romanzo americano di Faulkner e Steinbeck.



















