“La distruzione del manicomio non significa abbandono del malato a se stesso, ma significa creare le premesse perché egli possa essere seguito in modo migliore e aiutato in quelle che sono le sue reali difficoltà. Il cammino di questa legge sarà indicativo del destino stesso della riforma sanitaria nel nostro paese…”, così scriveva Franco Basaglia nelle sue Conversazioni sulla legge 180 con la quale 31 anni fa vennero chiusi i manicomi.
La fiction è stata diretta da Marco Turco. Fanno parte del cast Vittoria Puccini e Fabrizio Gifuni che interpreterà Basaglia.
Il film ripercorrerà le vicende di Basaglia, le esperienze a Gorizia e poi a Trieste, le prime uscite degli internati, la scelta rivoluzionaria medica e culturale di considerare la follia come una condizione umana, non come una forma di diversità da recludere, ma anche le luci e le ombre della riforma.
Per voler leggere la storia in chiaroscuro la produttrice Claudia Mori è certa: “la fiction su Basaglia non sarà un santino, né una semplice biografia”. Poco spazio sarà dato al romanzesco, “tutti i personaggi sono ispirati a quelli veri”. Così Vittoria Puccini, la protagonista femminile, sarà la figlia di una prostituta ‘parcheggiata’ in manicomio dalla madre a 16 anni e con il rischio di diventare pazza veramente, mentre Giuseppe Battiston sarà un ‘matto’ ispirato ad un vero paziente di Basaglia e la giovane Michela Cescon un’infermiera, la Nives che lavorò con Basaglia.
Gli scritti di Basaglia sono una pietra miliare nella psichiatria italiana del ‘900, B.C.Dalai editore pubblica i tre più importanti:



















