Forse nel cuore di ogni donna che sorride perché le donne devono farlo, che è gentile e soccorrevole e affidabile e affettuosa e persino sottomessa, perché ancora così le donne devono apparire, c’è una lunga ombra, un angolo oscuro, un pietroso, gelido pozzo.
Qu ha liberato il suo buio, ne ha fatto la sua arma; è un pietroso gelido pozzo dove il dolore, e l’infelicità, e la solitudine che hanno annerito la sua infanzia e prima giovinezza si sono raggrumati in una forza che la rende insensibile e quindi invincibile. Qu è il nome della protagonista, l’ultima, nuova, donna funesta e fatale della letteratura italiana, e a immaginare una così affascinante perversità femminile non poteva essere che una donna; una scrittrice sapiente e delicata come Maria Stella Conte, al suo terzo romanzo con Il cuore in ombra.
Maria Stella Conte crea con i suoi personaggi e i loro ricordi e incubi, un intreccio di vite, un arazzo di emozioni, che si compongono e scompongono in modo sempre più assillante e inaspettato, tanto da trasformare il romanzo in un noir che mantiene sino all’ultimo i suoi segreti e le sue voragini, un noir gotico di anime nere destinate all’autodistruzione.
Leggi l’articolo di Natalia Aspesi su Repubblica
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