Il Vallanzasca di Placido: brutto film o storia scomoda?

“Il vero problema é che Michele Placido é un regista mediocre che fa brutti film. L’anno scorso, quando ho visto sempre a Venezia il suo film dedicato al Sessantotto Il grande sogno, mi sono cadute le braccia. Era un film semplicemente brutto, di una assoluta inconsistenza. Quello dedicato a Vallanzasca temo sia peggiore perché sono convinto, senza averlo visto, che si tratta del solito fumettone, prodotto della fiction a tutti i costi, una replica furba e malriuscita di Romanzo Criminale, trasferita da Roma a Milano”.

Così Francesco Maria Giro, sottosegretario ai Beni e alle Attività culturali sul film di Michele Placido Vallanzasca – Gli angeli del male presentato fuori concorso al Festival di Venezia. “Personalmente – continua Giro – non mi scandalizzo che si faccia un film su un criminale; mi scandalizzo che sia un regista mediocre come Placido a realizzarlo. Dalle dichiarazioni di Michele Placido che descrive un eroe, un mito, un uomo seducente che non ha mai ucciso, sono parole di Placido, persone inermi ma, aggiungiamo noi, poliziotti colpevoli di fare solo il proprio dovere, credo che sia molto difficile per questo film ottenere il finanziamento pubblico del ministero così come é stato richiesto ma finora non valutato. Tengo a precisare che é una mia personale ma convinta opinione. La commissione lavorerà come sempre in piena autonomia ma confido – aggiunge – nel pieno rispetto dei criteri che hanno sempre guidato il suo lavoro istruttorio. Il sistema per ottenere i fondi é in larga misura automatico a punteggio, il cosiddetto ‘reference system’, che privilegia criteri obiettivi, tenendo conto del curriculum del produttore e del cast e finendo così per premiare solo i soliti noti, che non sempre sono garanzia di qualità. Ma leggendo le dichiarazioni di Placido da Venezia e alcune battute del film riprese in agenzia, ho il fondato sospetto di trovarmi di fronte, nonostante il prodigioso cast, a una sceneggiatura senza capo ne’ coda, che non si regge in piedi e credo che la commissione ministeriale di questo dovrà tenere conto. Dopo questo ennesimo episodio sono ancora più convinto che ha ragione Bondi quando sostiene che – conclude Giro – é ora di voltare pagina e di finanziare solo le opere prime e seconde, meritevoli di essere sostenute, al di là delle celebrità e dei grossi nomi che ci sono alle spalle. Detto questo, siamo orgogliosi di aver finanziato lungometraggi di Mario Martone, Carlo Mazzacurati, Ascanio Celestini, Emidio Greco, Stefano Incerti e Pasquale Scimeca, tutti presenti alla Mostra di Venezia”.

Di tutt’altro avviso la moglie di Renato Vallanzasca, Antonella D’Agostino: “E’ un film bellissimo, straordinario. Ringrazio Michele.  Quello che si vede é tutto vero anche se Vallanzasca nel film appare più duro di quello che é nella vita reale. Chi comprerà il biglietto del film (in uscita il 17 dicembre) sarà soddisfatto”. Vallanzasca non ha visto ancora il film. “René lo vedrà prima dell’uscita nelle sale”, dice ancora la moglie.

<7th, September 2010 - categoria: Eventi, Novità - commenti: Nessuno

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