Vallanzasca – Gli angeli del male presentato a Venezia: continuano le polemiche

“Vallanzasca é un criminale e sta pagando per quello che ha fatto, come pochi forse nel nostro paese”. Non si nasconde Michele Placido alla conferenza stampa del suo Vallanzasca – Gli angeli del male presentato fuori concorso aslla 67a edizione del Festival d’Arte Cinematografica di Venezia. “Da certi articoli che ho letto negli ultimi giorni sembra quasi che invece sia stato il pericolo numero uno avuto in Italia dal dopoguerra ad oggi – spiega il regista – se ne sono dette così tante su di lui che non vorrei neanche parlarne. Non ho letto la lettera apparsa oggi sul Corriere della Sera da parte dei parenti delle vittime di Vallanzasca, ma rispetto il dolore delle vittime. Io mi definisco ‘un italiano vero’, perché sono stato educato in un collegio di preti, ho avuto un’educazione cattolica, garantista, e poi sono stato poliziotto. Da artista – aggiunge – ho voluto raccontare la parte oscura di un personaggio. Kim Rossi Stuart mi ha dato il coraggio. Lui voleva affrontare Vallanzasca e quindi abbiamo fatto questo viaggio assieme, mettendo dentro alla storia, e spero si percepisca, la nostra distanza sul personaggio”.

Perché tanta attenzione mediatica e tante polemiche? “E’ il mistero di Vallanzasca: é stato un mito degli anni Settanta, creato all’epoca anche dalla stampa, per la serie ’sbatti il mostro in prima pagina’, nel bene o nel male. Aveva questa simpatia, questa leggerezza comportamentale, ogni donna veniva sedotta dalla sua parlantina e dalla sua simpatia. E allo stesso tempo – dice ancora Placido – dietro si nascondeva una mente criminale. Era quindi di molto diverso dal criminale di tipo lombrosiano”.

Anche Kim Rossi Stuart difende il progetto dopo la valanga di critiche. “Di Vallanzasca – spiega – una cosa che in maniera semplice posso dire é che mi piace e che non é un furbo, un vizio molto italiano che ci crea molti problemi. Ci sono altri motivi per mettere Vallanzasca sulla graticola – aggiunge -, ce ne sono molti e spero rappresentati bene nel film. In questo senso capisco anche i parenti delle vittime, la loro sofferenza, il dolore di chi ha vissuto in prima persona queste vicende. Non sono certo io a poterne parlare. Pero’ il cinema, la letteratura, si devono occupare necessariamente di queste e altre cose”. Kim Rossi Stuart, romano verace, ha dovuto imparare l’accento milanese. “Sono stato a lungo in quella citta’ – spiega – e’ stata una sfida complicata, perche’ invece per il romanesco mi basta aprire un file nel cervello. Poi ho avuto un insegnante di teatro milanese in gamba”. Kim Rossi Stuart ha incontrato Vallanzasca più volte. “Anche questo ha fatto parte del mio lavoro – spiega -. E’ stato utile per capire le atmosfere surreali, al limite della realtà, della sua vita”.

Meno favorevoli i commenti dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori: “Dedicare una fiction ad un uomo contraddistintosi per efferati atti criminali, in un momento storico fortemente segnato da un’emergenza educativa senza precedenti, é inopportuno e diseducativo”. E’ quanto affermano Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori e consulente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia, e Alessandro Pedrini, direttore generale dello stesso organismo. “Sono ben altri i modelli di riferimento che i mass media dovrebbero esaltare e di cui le giovani generazioni avrebbero bisogno”.

<6th, September 2010 - categoria: Novità - commenti: Uno

One Response to “Vallanzasca – Gli angeli del male presentato a Venezia: continuano le polemiche”

  1. gijo says:

    sono molto curioso di sentire la colonna sonora firmata dai Negroamaro

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