Questo libro è un viaggio sconvolgente nella pancia dell’economia criminale. Sconvolgente per le cifre. Sconvolgente per la labilità del confine fra legale e illegale. Per la facilità con cui gli operatori dell’economia “pulita” si prestano a far circolare un oceano di “soldi sporchi”.
Come fanno i criminali e i colletti bianchi a riciclare?
E’ quello che tutti si chiedono ma in pochissimi sanno. Abbiamo scelto di spiegarvelo con due storie esemplari, poste agli antipodi della gerarchia del riciclaggio. Dalle banche ai semplici prestanome, individui spesso poco consapevoli sulle cui spalle si reggono castelli di società fittizie dietro cui far sparire milioni.
In occasione dell’uscita del libro vi proponiamo due storie significative. Oggi pubblichiamo “La banca dei narcos” e domani “I prestanome”.
La banca dei narcos
Nel pomeriggio del 10 aprile del 2006, il sole sta tramon-tando su Ciudad del Carmen, città messicana della regio-ne di Campeche. Sulla pista dell’aeroporto è appena at-terrato un Dc9 proveniente dal Venezuela che ha fattorotta prima di arrivare lì da San Pietroburgo fino in Co-lombia. Le forze speciali americane e messicane lo cingo-no d’assedio. Sanno che la pancia di quell’aereo nascon-de un carico interessante. Il comandante prova a resiste-re per non far salire nessuno a bordo, dice che l’aereo haun guasto, che è pericoloso avvicinarsi. Non serve a nul-la. I militari salgono su, bloccano l’equipaggio e inizianoa ispezionare la stiva…CONTINUA A LEGGERE
I prestanome
Nella gerarchia delle figure del riciclaggio sono considerati gli ultimi, le teste di legno. Eppure a ben pensarci il loro ruolo è cruciale. Che agiscano per lucido cinismo o
beata incoscienza a volte non si possono sostituire. Due piccoli casi in mezzo a due grandi inchieste.
Due grandi gruppi che fatturano miliardi, una costellazione di fornitori di servizi, una galassia di società cartiere. Sono gli ingredienti di quella che il gip di Roma Aldo
Morgigni ha definito «una delle più colossali frodi poste in essere nella storia nazionale»: un giro da 2,2 miliardi di euro, tra il 2003 e il 2007, che ha prodotto un’evasione
di Iva per 333 milioni di euro…CONTINUA A LEGGERE
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non credo di aver mai letto un libro di + 300 pag così velocemente…leggetelo e direi divulgatelo!sic…trovo interessantissimo la questione delle “camere di compensazione” quasi fossero dei veri e propri caveau…come la problematica dell’autoriciclaggio quasi uno schermo per una magari piccola cosca che lavora invece per tutti…e ancora l’uso delle segnalazioni bancarie come dei finti bersagli…COMPLIMENTI AGLI AUTORI…per il Dr.GRASSO si intendono per tutto quel che riesce a fare…ho studiato il riciclaggio negli anni 80 per la tesi, mi pare che il cammino sia ancora lungo