Bacheca

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34 Responses to “Bacheca”

  1. Alberto onorati says:

    Buonasera a tutti!
    sto facendo una ricerca universitaria sul mercato dell’editoria! volevo chiedere l’aiuto di tutti voi che entrate di frequente nel blog!
    vi piace il sito dela casa editrice? vi trovate bene!? cambiereste qualcosa!? comprate spesso libri dal sito o trovate sia scomodo!? insomma qualsiasi cosa pensate che manchi al sito vi prego di segnalarmela.
    grazie

  2. girasonia76 says:

    Salve,
    sulla bacheca facebook della vostra pagina non riesco a pubblicare un link, non so perchè, perciò lo lascio qui. Nel mio blog sto realizzando uno speciale sul Premio Strega, e l’ultima recensione pubblicata è dedicata a Fabio Geda e al suo romanzo:
    http://cuoredinchiostro.blogspot.com/2011/04/nel-mare-ci-sono-i-coccodrilli-di-fabio.html

  3. stefano says:

    anche io ho notato che nell’ultimo Mereghetti manca The Wrestler.
    Credo che la Casa Editrice dovrebbe mettere a disposizione entro fine anno un’”addenda gratuita” con tutti i titoli “eccellenti” che mancano (qualcuno ha notato che manca pure Il Cavaliere Oscuro).
    Sarebbe un gesto più che apprezzabile, un segno di riconoscenza e di rispetto nei confronti di chi attende e compra regolarmente un Manuale così importante ma altrettanto costoso, tenuto conto che fra un’edizione e l’altra mediamente si attendono più di due anni.

  4. Andrea Neri says:

    MEREGHETTI 2011: mancano almeno 4 titoli importanti: The Wrestler, Il Cavaliere Oscuro, The Road, Electroma. ….pensate di fare uscire una integrazione?

  5. carlo says:

    ho appena letto on-line, e cito testualmente, le parole di Michele Placido: «Ci sono persone che siedono in Parlamento che hanno fatto peggio di Vallanzasca».
    E direi che questo dice tutto, non credete?

  6. fuoriditesta says:

    mi fa piacere vedere che il libro su Vallanzasca, ha preso finalemnte vita, speriamo che dia il vero senso di quest’uomo e non sia una meschina messinscenda buonista…

    fuoriditesta

  7. paolo says:

    caro rené .. mi pare che dica cose sensate, anche parzialmente qualcun’altro.
    Credo che il problema non sia valenzasca, quello c’è e purtroppo ce lo dobbiamo tenere, il libro o il film non lo sono neppure un problema, purtroppo il problema sta in chi ne fruisce di questo.
    A giudicare dai commenti non siamo maturi neppure per leggere programmi di “intrattenimento” come il grande fratello o altri simili, puoi credere un libro o un film così scabroso.
    Non ci rendiamo conto che siamo in mano a chi della “spettacolarizzazione” di qualsiasi modo di espressione ne ha fatto uno strumento non di cultura e comunicazione, ma di comodo politico ed economico.
    Il libro e il film, se ne avrò voglia li guarderò.
    Giudizi sono già stati dati e definitivi. Piuttosto aprirei un dibattito sulla giustizia e la sua applicazione, ma questa è un’altra storia.

    • samba says:

      io invece ho un altro problema e vi chiederei di intervenire, se volete e se credete.
      Più che Vallanzsca, le vittime, eroe o non eroe mi si è posto un dubbio: la libertà di espressione.
      Mi spiego. La libertà di espressione è stata una conquista che non può e non deve essere caplestata.
      Quindi con la libertà d’espressione un editore può pubblicare tutto. Ma senza alcun limite?
      Voi mi direte certo perché c’è la libertà d’espressione. Io risponderei che ci dovrebbe essere un criterio di scelta (morale o quant’altro) ma se inserisci un criterio elimini la libertà.
      Insomma. E’ un po’ la storia dell’uovo e della gallina …io però non ho ancora trovato una soluzione.
      Grazie…

    • Giovanni Tarantino says:

      Credo che un altro libro, lo dovrebbero scrivere i parenti delle vittime di questo signore, e ne sono tanti.

  8. Cri says:

    Mi sembra un libro molto interessante: può aiutare a riflettere e a capire qual è il punto di vista di un personaggio così controverso. Questo non significa riabilitarlo o mitizzarlo, ma semplicemente dare la possibilità di conoscere meglio un pezzo di storia italiana.

  9. palladilardo says:

    Gente, è un libro, una storia. Si legge, si medita, si impara e poi si discute = si Cresce!
    I bla bla bla fatti solo per sentito dire e per fintomoralismodeolgicoscletotico, sono inuti o addirittura pericolosi.
    Volgiamo bruciare libri e persone? Già fatto e non è statto bello……

  10. dante says:

    Siete INDECENTI!!!
    Andate a raccontarlo ai parenti delle vittime che è:
    “un pezzo di storia italiana”.
    un pezzo lo è sicuramente…
    la gente ancora piange, e qualcuno lo tratta quasi come un supereroe, negli USA lo avrebbero ricordato solo per la felice fine sulla sedia elettrica!
    ha ammazzato decine di persone solo per soldi!
    per chi dice che ha fatto innamorare anche alcune donne rapite…
    …ma la conoscete la sindrome di Stoccolma?!?
    siete ridicoli, contro ogni principio morale, e ridicolo è anche questo stato democratico che permette a gente del genere di riabilitarsi.
    a questo punto potrei dire: meglio i terroristi, almeno loro hanno ideali da realizzare…

    • Emma says:

      Per fortuna in Italia si prevede la riabilitazione dei detenuti che, dopo aver scontato la loro pena, vengono gradualmente reinseriti nella società. Questo vale anche per Vallanzasca che sta ancora pagando e giustamente per i suoi crimini.
      credo si debba dare una seconda possibilità a chi ha sbagliato. Come ho già detto capisco il rancore che può scatenare un personaggio del genere ma la Giustizia, per fortuna, è super partes, decide e lavora senza un coinvolgimento emotivo. Per questo non siamo tutti giudici.

    • claudia says:

      Caro Dante,
      in linea di principio sono d’accordo con te come avrai letto.
      Mi dissocio su “negli usa l’avrebbero ricordato solo per la felice fine sulla sedia elettrica”. Felice non direi proprio ed è indecente come dici tu anche solo pensare che una fine sulla sedia elettrica possa essere felice. Ma non stiamo dibattendo sulla pena di morte ma su Vallanzasca. E su di lui mi trovi completamente d’accordo con te. Cara Emma, per personaggi del genere NON esiste RIABILITAZIONE. Hanno tolto la vita e devono essere privati della loro libertà.
      Detto ciò, vado a godermi il sole…

  11. giangi66 says:

    a giorni le ragazzine e le signore dello stivale sospireranno per il bel renè interpretato dal magnetico kim rossi stuart e la figura di vallanzasca agli occhi dell’opinione pubblica uscirà migliore di una settimana fa.
    persone come il Generale Dalla Chiesa, il Giudice Borsellino, Falcone e tutte quelle cadute per la giustizia cosa penseranno da lassù?
    che amarezza

  12. frigo says:

    Ecco, rosso ha centrato il punto. Leggevo sempre qui su questo blog che Vallanzasca si “aggirava” in casa editrice. No, questo è inaccettabile. Scrivesse quello che vuole ma non mettesse un piede fuori dal carcere. Ha tolto la vita a molte persone, a lui devono togliere la libertà.

  13. Ibracadabra says:

    Vallanzasca è stato un criminale. Oggi probabilmente è una persona diversa ma nessuno si dimentica di quel che ha fatto. Ciò detto, credo che abbia il diritto di raccontare la sua storia e, visto che ha trovato un editore interessato, di pubblicarla e di parlarne in occasioni pubbliche, fermi restando gli obblighi legati alla pena che sta ancora scontando. In questo modo ciascuno potrà farsi un’idea su chi era e chi è Renato Vallanzasca.

  14. rosso says:

    Vallanzasca, i fratelli Savi e simili, tutti possono scrivere un libro sulla loro vita… ma che, per favore, lo facciano da dietro le sbarre, dove devono rimanere fino alla fine dei loro giorni.
    E’ vero che questi personaggi fanno parte della storia italiana, della stroria della criminologia italiana e niente altro.

    Quando si parla del coraggio di Vallanzasca mi viene da sorridere (un sorriso di disprezzo però..) un uomo mosso dalla sete di danaro che uccide per arricchirsi non è coraggioso, anzi è un vigliacco o peggio.

    Ricordiamoci che Vallanzasca non ha ancora finito di pagare il suo pagato il suo debito con la legge, e sopratutto con le sue vittime, tutte persone che questo bandito ha ucciso volontariamente.

    Per me le persone da ammirare e di cui parlare sono di ben altro tipo.

  15. Pilone says:

    Ciao, il libro non l’ho letto ancora ma l’argomento mi incuriosisce quindi… Però volevo dire che nell’intervista dell’editore Dalai lui a un certo punto dice che Vallanzasca e la sua banda frequentavano a Milano gli stessi posti dei sessantottini. Vuol dire che c’erano dei contatti fra la mala e il Movimento studentesco? Il tema andrebbe approfondito…

  16. Giacomo says:

    Tutto questo moralismo mi sembra vagamente ipocrita…

  17. Carmela says:

    Il nostro paese non solo non ha più il senso della misura ma, con questa consacrazione mediatica di un individuo che era e resta un criminale, arriva al paradosso completo.

    • giuseppe says:

      Cito l’Espresso oggi in edicola:
      “Questo è Vallanzasca, più che un bandito uno spirito libero finito nelle pieghe più oscure dei suoi tempi. Uno che rubava alle banche e considerava ogni omicidio un fallimento. uno che si addossava anche le colpe dei complici, perchè così fa un capo. uno che si fa prendere dopo l’ennesima fuga “perchè non c’è più la malavita, ma solo criminali che ammazzano vecchiette per rubare la pensione.”

      commento: ci manca solo la beatificazione.

      • claudia says:

        era esattamente quello che intendevo dire prima…
        Un paese senza più freni: un bandito è un eroe.
        E’ tutto alla rovescia….

  18. fabio says:

    In questa discussione si sta divagando dal concetto fondamentale e cioè chi è Vallanzasca. Innanzitutto stiamo parlando di un uomo che ha ucciso e rapito delle persone solo per soddisfare il suo ego di onnipotenza, senza contare che per chi vive in Comasina come me, si ricorda benissimo il terrore di quegli anni. Per cui credo che prima di parlare a caso, bisognerebbe fare un secondo mente locale.

    • claudia says:

      bravo Fabio…spero che Emma ti legga…ci sono personaggi e personaggi e Vallanzasca è sicuramente uno di quelli che è bene fare tacere…

  19. ketty says:

    Ma ragazzi, e ragazze, che state dicendo? Vallanzasca non lo si può ignorare. Ho letto molto su di lui, mi sono documentata anche se ancora il libro in questione non l’ho letto. Però so che non è stato un uomo qualunque. Ha anche rapito un sacco di donne che poi finivano anche per innamorarsi di lui quindi non doveva essere poi così cattivo. Non a caso infatti ora lo interpreta Kim Rossi Stuart e poi non ci avrebbero fatto un film. Ecco, volevo solo dire la mia.

  20. caro rené... says:

    se si mette in dubbio la bontà dell’esperienza di vita di un uomo a priori già si sbaglia, perché si esprime un giudizio senza appello rispetto ad errori fatti nel passato che non si possono, anche volendo, cambiare.
    il tempo passa e le persone cambiano con esso, perché non confrontarsi con il cambiamento?

    fortunatamente viviamo nel presente e, se cerchiamo di costruire un futuro migliore, non possiamo non confrontarci con certi personaggi e certi argomenti scomodi ma che fanno parte della nostra storia, nel bene e nel male.
    fare di Vallanzasca un tabù sarebbe trasformarlo in un mito pericoloso: capire è la chiave per il cambiamento, mentre l’ignoranza e solo veicolo di odio e intolleranza

    bisogna essere onesti ed affrontare i nostri mostri cercando anche di comprendere, affinché certe situazioni non si possano ripetere e personaggi come il Vallanzasca criminale non possano tornare..

  21. Emma says:

    Oggi su tutti i giornali ho letto della polemica dei parenti delle vittime di Vallanzasca. Capisco la loro reazione ma credo sia necessario dare voce ai personaggi della storia del nostro paese, banditi o eroi che essi siano. Leggerò sicuramente il libro.

    • claudia says:

      Cara Emma,

      mi dispiace ma non sono affatto d’accordo!
      E’ scandaloso che uomini, banditi, come Vallanzasca possano circolare liberamente e scrivere libri.
      Non è un eroe, non è un mito e dare voce a personaggi simili può generare confusione. Bisogna seguire un criterio morale nella scelta di pubblicare o no un libro. Il fatto che Vallanzasca possa scrivere la sua vita può portare la gente a vederlo con occhi diversi, a vederlo come un uomo che ha vissuto da leone e da eroe e non da bandito. Non ha fatto la storia del nostro paese come dici tu, ma ha contribuito a peggiorarlo.
      Claudia

      • Sergio says:

        Vallanzasca non deve essere mitizzato ma, anche se non ci piace, è un pezzo di storia italiana. E non un pezzo così insignificante, visto che il “banditismo”, insieme con il terrorismo, ha segnato gli anni settanta. Leggiamo i libri degli ex terroristi, perché non dovremmo leggere quelli degli ex banditi? L’importante sarebbe non farlo con morbosità, ma questi sono problemi personali di ognuno di noi. Io lo comprerò di sicuro.

        • claudia says:

          Sergio perché non ti sposi con Emma?
          Siete uguali voi due…non si possono pensare cose del genere
          cito testualmente: “è un pezzo di storia italiana. E non un pezzo così insignificante, visto che il “banditismo”, insieme con il terrorismo, ha segnato gli anni settanta”.
          Se tutti ragionassero come te, si potrebbe far parlare chiunque senza considerazione per nessuno.
          Già definirlo “un pezzo di storia italiana” è mitizzarlo ed è sbagliatissimo. Non voglio scadere nel banale dicendoti che è di cattivo insegnamento, ma mi tocca perché viviamo in un paese che non ha più il senso della misura!
          Claudia

          • Emma says:

            cara Claudia,
            il tono della tua risposta mi sembra eccessivo e, al di là della facile battuta con cui esordisci, credo la reazione sia fuoriluogo. Vallanzasca è sicuramente un personaggio controverso ma non più di tanti altri. Non si tratta di insegnare qualcosa di cattivo, si tratta di informare e raccontare.

  22. gatta says:

    Grazie per i consigli estivi. Ho comprato la Pancol che mi è piaciuta moltissimo. Ci vedrei bene un film tratto da questa saga tutta al femminile…con Almodovar vecchia maniera alla regia…un “donne sull’orlo di una crisi di nervi” alla francese.
    Grazie ancora…ora attacco la Tuccillo, che sento più vicina “spiritualmente” così forse imparerò una volta per tutte a farmi inseguire invece di inseguire…:)
    Gatta

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