I cinque libri di Isacco Blumenfeld di Angel Wagenstein
Sballottato dalle onde tempestose della Storia, Isacco Jakob Blumenfeld, mite sarto della Galizia, si ritrova a cambiare nazionalità come altri cambiano camicia. Assiste al crollo dell’Impero asburgico, scampa alla Shoah e vive l’avvento del comunismo. Nella sua esistenza passa attraverso due guerre mondiali, tre campi di concentramento e cinque patrie, sempre con l’atteggiamento di chi preferisce evitare l’azione limitandosi a sopportare con dignità.
Le sue peripezie e quelle dei suoi compagni di sventura, come il rabbino ateo Bendavid e i vecchi dello shtetl di Kolodez, ossessionati dalle vicende della famiglia Rothschild, ...
Liberazione: Bauer, Ripensare l’Olocausto
Saggi e memorie nella biblioteca della Shoah
di Guido Caldiron - Sandro Podda
(...) Yehuda Bauer, Professore di studi sull'Olocausto alla Hebrew University di Gerusalemme e consulente dello Yad Vashem, propone invece in Ripensare l'Olocausto, Baldini Castoldi Dalai (pp.384, euro 18.50) un serrato confronto a distanza con studiosi e intellettuali come Elie Wiesel, Zygmunt Bauman, Daniel Goldhagen e Raul Hilberg sul modo in cui è stata fin qui raccontata la Shoah. Il suo studio problematico intende essere un monito per le generazioni future affinché non si ripeta un simile abominio e "possa ...
Tuttolibri: Bauer, Ripensare l’Olocausto
Auschwitz,il tormento è di tutti
Dalla Diaspora all’Olocausto: le analisi di Anna Foa, Bauer, Bidussa
di Elena Loewenthal
(...) E' davvero possibile Ripensare l’Olocausto, come dice il titolo del saggio di Yehuda Bauer (Baldini Castoldi Dalai)? Lo storico israeliano offre qui una rassegna analitica di studi, ricerche e metodologie intorno a questo campo della storia. La domanda, però, resta irrisolta. S'infrange contro il muro dell'insensatezza. Come, perché è successo? Quand'anche fossero scoperchiati tutti gli archivi e portata alla luce ogni evidenza documentaria, Auschwitz continuerebbe a restare un mistero. Un tormento dell'umanità.
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Ripensare l’Olocausto: l’estratto
Il 27 gennaio 1945 l’esercito sovietico entrò nel complesso dei campi di Auschwitz. Tuttavia, soltanto
7-8000 prigionieri furono liberati, erano per lo più malati le cui vite erano state miracolosamente risparmiate dalle SS.
Altre 58.000 persone qualche giorno prima avevano cominciato le marce della morte. A loro seguirono, nel corso dei quattro mesi prima della fine della guerra, molte centinaia di migliaia di reclusi di quasi tutti i campi di concentramento, il colpo di coda, il brutale e duraturo effetto del più crudele regime che il mondo abbia mai conosciuto. Il 27 ...




